Scuola: il calendario dei rientri in classe. A Vo' Euganeo si inizia oggi con la materna | iSchool | StartupItalia!
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Ultimo aggiornamento il 7 settembre 2020 alle 14:16

Scuola: il calendario dei rientri in classe. A Vo’ Euganeo si inizia oggi con la materna

Hanno riaperto stamattina le scuole in Alto Adige, le primarie milanesi, alcuni istituti di Torino e l'infanzia di Vo' Euganeo, epicentro del primo cluster di Covid-19 a febbraio

Giorno uno, si riparte. O perlomeno, ci si prova. La mattina del 7 settembre hanno aperto i cancelli diverse scuole, non solo in Alto Adige, da sempre abituato ad iniziare con due settimane di anticipo sulla tabella di marcia nazionale.

Salta la data unica del 14 settembre

Chi riapre oggi, chi ha già riaperto, chi riaprirà in ritardo. Le date di inizio dell’anno scolastico variano di zona in zona, smentendo di fatto la ripartenza in contemporanea del 14 settembre.

 

In Piemonte, si legge oggi su Repubblicasi torna in parte in aula nella scuola media Nigra e nella primaria Coppino, a Torino, e negli istituti in provincia di Biella. A Milano è la volta dell’infanzia e delle prime classi dei licei classici Beccaria e Carducci, oltre che diversi licei scientifici. È il giorno anche della riapertura delle scuole materne a Vo’ Euganeo, il comune padovano dove l’incubo Covid ha fatto la sua prima comparsa in Italia. E ancora, data d’inizio anche per le materne in Sicilia e i nido di Firenze.

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A Tione, in Trentino Alto Adige, il liceo scientifico è al lavoro dal 2 settembre, mentre molte regioni hanno preso la decisione opposta di posticipare l’inizio della scuola. In Friuli Venezia Giulia si partirà il 16 settembre, in Sardegna il 22. Gli ultimi a riaprire saranno gli istituti di Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria e, presumibilmente, Campania, il prossimo 24 settembre.

Incroci pericolosi: inizio delle scuole e referendum costituzionale

I governatori che hanno deciso di far ripartire le scuole più tardi, di certo hanno tenuto in considerazione le date del voto per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, previsto appunto per il 20 e 21 settembre. Voto che, in alcuni casi – Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Puglia e Valle D’Aosta – riguarderà anche le elezioni regionali, oltre alle amministrative in oltre 1.100 comuni italiani.

 

Per le regioni in cui l’anno scolastico riprenderà prima delle elezioni, il Viminale ha predisposto una verifica della possibilità di trovare sedi alternative alle aule per i seggi. Il risultato? Sono 185 i comuni che hanno trovato una soluzione, con 520 sezioni elettorali che saranno organizzate fuori dalle scuole.

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A scuola senza banchi

Altra questione spinosa riguarda le forniture degli ormai celebri banchi monoposto, promessi dal Commissario Arcuri. Molti di questi arriveranno nelle aule non prima di ottobre. “Sapevamo che un Paese che produce 200 mila banchi all’anno non può produrne 2 milioni e mezzo in un mese”, ha risposto a tal proposito la Viceministra dell’Istruzione Anna Ascani, in un’intervista sul Corriere di oggi.

 

Un problema, quello delle forniture dei banchi, la cui richiesta complessiva ammonta a circa 2 milioni e mezzo di unità, preannunciato già in estate. Come evidenziato più volte da Luciano Capone sul Foglio, sarebbe stato impensabile il rispetto della consegna di almeno 200 mila banchi per azienda – requisito minimo per partecipare alla gara d’assegnazione prevista dal governo – in un mese scarso di tempo. Un lotto che, per dimensioni, occupa uno spazio di 28 mila metri cubi. Solo per il trasporto, ogni società produttrice dovrebbe impiegare 800 camion, circa 20 al giorno per rispettare le tempistiche. Semplicemente impossibile da realizzare entro l’inizio della scuola.

Manca il prof!

Dopo il caos dei punteggi delle graduatorie stilate lo scorso 1 settembre, con 40 mila errori accertati nei punteggi, si presenta oggi il nodo delle cattedre vuote. Sono più di 60 mila le cattedre vacanti, da riempire ormai ad anno scolastico iniziato. Una cifra che cristallizza il fallimento dell’obiettivo delle 84 mila assunzioni previste dal Ministro Azzolina. Di queste, solo 24 mila sono andate in porto. In Lombardia, ad esempio, stando ad una ricerca di Flg-Cgil, su quasi 20 mila assunzioni a tempo indeterminato finanziate dal Mef, ne sono state realizzate solo 4 mila.

 

Non va meglio sul fronte “call veloce“, il recente sistema ideato dal Ministero dell’Istruzione per reclutare insegnanti precari al Sud e trasferirli nelle scuole del Centro e del Nord. In totale, le risposte attraverso questo strumento ammontano al modesto numero di 2.500 in tutto il Paese.

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Tra banchi mancanti e cattedre vuote, la scuola riparte quindi in salita. Senza contare le incognite che si presenteranno da qui in avanti, legate ai trasporti e alla realizzazione della didattica in modalità mista, presenza remoto.

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