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Ott 16, 2018

#CloseTheDreamGap, il progetto di Barbie per far sognare le bambine senza limiti

In occasione della Giornata Internazionale delle Bambine e delle Ragazze, Mattel lancia la Barbie Astrosamantha: ispirata a Samantha Cristoforetti

Solo il 15% del corpo astronauti è composto da donne. Sempre più bambine sognano di poterlo diventare in futuro. Cosa succede quando una di loro ha la possibilità di vivere il suo sogno? Inizia così il video diffuso da Barbie, in Italia, per la battaglia al dream gap: ovvero lo spazio che separa le ragazze dal loro pieno potenziale.

 

 

Nel video Sofia, una bambina di 9 anni, intervista Samantha Cristoforetti facendole domande curiose sul suo percorso per diventare un’astronauta. E alla fine realizza il suo più  grande sogno: trascorrere una giornata in compagnia del suo mito, l’astronauta Cristoforetti.

Il more roles models project

Le bambine hanno bisogno di “more roles models” e Barbie ha deciso da tempo di contrastare la perpetuazione degli stereotipi di genere e culturali che scoraggiano le ragazze, con un’immagine di femminilità del tutto diversa.

Lo ha sempre fatto e lo ha amplificato con la recente collezione Barbie Celebrates Role Models – Inspiring Women, composta da bambole ispirate a straordinarie donne reali che sono state nel loro ambito ognuna un caso di successo (Frida Kalho, Amelia Earhart, Patty Jenkins). Da oggi a loro si aggiunge Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana ad andare nello Spazio: “Sono molto contenta che oggi le Barbie rappresentino proporzioni fisiche realistiche e dimostrino che tutte le esperienze professionali sono accessibili alle donne così come agli uomini” ha dichiarato l’astronauta italiana. “Spero sia d’ispirazione per far capire alle bambine che devono sognare senza porsi limiti che non hanno ragione di essere”.

Quella di Barbie è dunque una femminilità capace, consapevole, di successo: ma soprattutto una femminilità che può scegliere e che ha davanti a sé infinite possibilità. Non a caso il motto storico di Barbie è I can be. trasformato negli ultimi anni in You can be anything: che nelle pubblicità italiane troviamo con la traduzione “Puoi essere tutto ciò che desideri”.

 

Il Dream Gap Project

Secondo gli studi, spiega il video, intorno all’età di cinque anni le bambine fanno propri gli stereotipi di genere della società e smettono di credere che potranno occupare posizioni di potere, avere una carriera scientifica o svolgere un’attività prevalentemente maschile. Il video chiede quindi aiuto a tutti per porre fine al Dream Gap e si conclude con queste parole: “Dal 1959 Barbie lavora per creare un mondo in cui le bambine possano vedere infinite possibilità. Non abbiamo ancora finito”.

Questo progetto è la perpetuazione di quello che ha ispirato Ruth Handler, la creatrice di Barbie. Prima le bambine giocavano solo con i bambolotti dei neonati, giocavano a fare le mamme. Ma con Barbie cambiò tutto. Questi ideali si sono concretizzati nelle circa 150 diverse carriere di Barbie. Il suo curriculum include astronauta, ambasciatrice Unicef, atleta olimpionica, soldato, supereroina, pilota di auto da corsa e ben sei versioni di Barbie alla presidenza degli Stati Uniti (la prima risale al 1992). Quindi, nel farsi icona di emancipazione, Barbie non ha semplicemente rispecchiato un cambiamento sociale avvenuto: ma spesso ha precorso i tempi, diventando un modello per le bambine di tutto il mondo e per i loro sogni.

 

Il Dream Gap Project vuole trasferire questi ideali e lo fa con un manifesto semplice e chiaro, completo di consigli che ognuno di noi può seguire nella vita quotidiana per aiutare, nel nostro piccolo, a porre fine al Dream Gap. Piccoli gesti ci rendono involontariamente complici degli stereotipi su una cultura di genere, ma con altrettanto semplici azioni possiamo aiutare una bambina a credere in se stessa e nelle sue capacità. E senza limiti.

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