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Nov 2, 2018

Dropper, l’app che rileva le presenze in biblioteca (e non solo), vince Red Bull Basement University

A ideare l'applicazione sono stati due studenti del Politecnico di Torino, che voleranno presto a Berlino per il Global Meeting

Un’app che informa lo studente universitario se le aule del campus sono libere. Dropper potrebbe rivoluzionare il mondo dell’istruzione. Sono tanti, infatti, gli alunni che, come Domenico Galdiero e Salvatore Giordano, perdono, spesso, tempo prezioso alla ricerca di un posto tranquillo dove poter studiare. “Rilevando la presenza di individui all’interno delle aule, ci si potrà dirigere, a colpo sicuro, in una stanza libera”. L’idea, in perfetta sintonia con quanto richiesto da Red Bull Basement University, è valsa ai ragazzi il primo posto italiano e la possibilità di prendere parte al Global Meeting di Berlino, dal 29 novembre al 2 dicembre. Il concorso, riservato in Italia agli studenti dei Politecnici di Bari, Milano e Torino,  ha premiato la migliore idea che, per mezzo della tecnologia, possa migliorare la vita degli studenti universitari.

 

 

Come funziona Dropper

Domenico, 20enne di Napoli, e Salvatore, 23 anni di Castelvetrano (Trapani), frequentano, rispettivamente, il terzo anno di Ingegneria Elettronica e il primo anno magistrale di Ingegneria Informatica al Politecnico di Torino. Amici già da qualche anno, i due giovanissimi sono anche coinquilini. Tra pranzi e cene condivise, hanno pensato di progettare l’app.

 

 

“Una sera stavamo parlando di un nostro amico, che ha partecipato ad un hackathon molto interessante. Io avevo già provato altri concorsi, ma senza ottenere risultati soddisfacenti – rivela Domenico – poi siamo venuti a conoscenza di questa opportunità con Red Bull, ed abbiamo colto la palla al balzo. Dopo la proclamazione della nostra vittoria, ci siamo subito messi a lavoro per mettere a punto il prototipo da presentare al Global Meeting a Berlino”.

Dropper, sfrutta le reti wifi (non necessarie per gli ultimi modelli Android) per rilevare la presenza di studenti all’interno delle aule del campus. “Il modello che abbiamo ideato, in verità, si può applicare anche ad altre circostanze. Ad esempio, per sapere quanto è affollato il bus che ci apprestiamo a prendere, o il treno, o la metro” afferma Domenico, e precisa: “In futuro, vorremmo introdurre nell’app anche il machine learning, così da poter permettere, ad esempio, di evitare inutili sprechi di energia”.

 

 

Le tappe del concorso

“Siamo carichi ed emozionatissimi”: così commenta Domenico la prossima partecipazione al Global Meeting di Berlino, dal 29 novembre al 2 dicembre, durante il quale i ragazzi non solo presenteranno il prototipo di Dropper, ma avranno anche occasione di confrontarsi con i team vincenti provenienti da 15 paesi di tutto il mondo. Sono state 800 le candidature globali, giunte da tutti e 5 i cinque continenti. I due vincitori italiani sono stati selezionati da una giuria di esperti tra una decina di proposte. A valutare i progetti, sono stati Oscar di Montigny (head of Innovation, Sustainability & Value Strategy di banca Mediolanum), Cristina Angelillo (CEO di Marshmallow Games), Roberto Bellotti (direttore del Dipartimento di Fisica dell’Università di Bari) e Fabiano Sarti (COO di StartupItalia), sulla base di criteri come l’attuabilità; l’impatto e la creatività.

La fase di sviluppo, quella che stanno affrontando adesso i ragazzi, è un momento molto delicato, che prevede lo stanziamento di fondi base da parte di Red Bull, e la possibilità, per i due giovani, di confrontarsi con due dei cinque esperti internazionali che partecipano al progetto in campi quali: hardware, design, creatività, programmazione e ingegneria. I due studenti hanno 30 giorni di tempo per portare a termine il prototipo dell’app. 

A Berlino, li attenderanno quattro giorni impegnativi, tra workshop ed incontri con innovatori esperti del mondo STEM e dell’imprenditoria. Al termine, i team si sfideranno “a colpi di idee”, e quelle vincenti saranno incubate.

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