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Gen 2, 2019

Verona, stop alle classi rumorose. Ecco l’aula insonorizzata

Grazie all'intervento di Rockfon, che ha donato l'installazione del materiale isolante

Stop alle classi rumorose, alle sedie che “grattano” sul pavimento, alle urla degli insegnanti e a quelle dei ragazzi. A pensare ad una scuola con un certo comfort acustico è la dirigente della scuola media “Catullo” di Valdonega (Verona) che grazie alla collaborazione con l’azienda “Rockfon” ha dato vita ad una delle rare aule insonorizzate in Italia.

Se pensiamo alle nostre scuole e alle nostre mense non ci vengono certo in mente aule silenziose ma corridoi da cui provengono voci che si mischiano l’una con l’altra. Se poi tra i compagni di scuola c’è un non udente o con disagi acustici diventa ancora più difficile pensare ad una scuola confortevole per lui. Alla “Catullo” hanno pensato di dare priorità al benessere, allo stare bene a scuola anche attraverso un intervento di questo genere sui soffitti. Un lavoro che arriva a completamento del cantiere aperto dal municipio quest’estate con un esborso di 350 mila euro per l’adeguamento alla normativa anti-incendio.

 

A mettere la ciliegina sulla torta ci ha pensato “Rockfon”, azienda che vende controsoffitti, pannelli murari che ha deciso di stringere un patto con la scuola veneta per dar loro una mano donando totalmente l’intervento che equivale ad una spesa di circa 1200 euro. Un progetto a costo zero che è andato a beneficio dell’intera comunità e che la scuola non avrebbe potuto permettersi. Uno dono che è stato apprezzato in modo particolare dagli insegnanti di quella classe che hanno potuto sperimentare personalmente i benefici che arreca una classe insonorizzata.

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Grazie al contro-soffitto in lana di roccia, un materiale fonoassorbente di ottima qualità, il suono è stato attutito e il riverbero è stato azzerato. Un intervento che sarebbe auspicabile in ogni scuola ma soprattutto nei locali mensa e nelle palestre dei nostri edifici scolastici dove il rumore la fa da padrone a causa dell’assenza di qualsiasi protezione fonica che possa aiutare i bambini ma anche chi lavora in quei locali.

L’intervista

Per capire qualcosa in più di quest’operazione abbiamo contattato il direttore vendite di “Rockfon” che ha seguito il progetto alla scuola media di Valdonega con la preside Lidia Marcazzan.

Direttore, come è nata l’idea di donare alla scuola una controsoffittatura insonorizzata?

“Il nostro area manager veneto parlando con un ingegnere ha saputo delle difficoltà di un ragazzo di comprendere e udire meglio l’insegnante in quella scuola. Ne ha parlato con noi e a quel punto abbiamo approfondito la questione: il Comune non aveva più disponibilità perché aveva da poco riparato la scuola e così abbiamo deciso di farci noi garanti di un intervento donando questi pannelli per 40 metri quadrati”.

 

Quanto è importante oggi nelle nostre scuole avere un’aula insonorizzata?

“Correggere acusticamente l’interno di un’aula è essenziale. Non lo dico solo da interessato. Oggi le classi per la maggioranza hanno dei problemi di riverbero. L’effetto “cocktail” che si ha al ristorante quando non riesci a parlare con la persona che c’è di fronte al tavolo perché c’è un grosso riverbero spesso si ha anche nelle aule scolastiche e non si riesce a migliorare se non attraverso dei pannelli fonoassorbenti”.

 

Quanto incide la correzione acustica di una classe con il suo buon andamento?

“Ci sono bambini che non riescono a comprendere l’insegnante al punto da non seguire il suo discorso. Dall’altra parte c’è il docente che per farsi sentire alza di più la voce. Intervenire nelle aule è fondamentale per l’educazione dei bambini e per il benessere dei docenti. L’insonorizzazione fa la differenza tra essere attenti e distratti. Se lei sente in modo chiaro quello che dice una persona, la ascolta volentieri anche se l’argomento può essere noioso. Se non comprende quello che esce dalla bocca del relatore la mente va da un’altra parte”.

 

Quindi siete spesso interpellati dagli istituti scolastici per intervenire nei loro edifici?

“Non ci capita spesso di essere chiamati dalle scuole ma siamo interpellati principalmente dai progettisti. La sensibilità verso questo problema è migliorata nel corso di quest’ultimi anni da parte dei Comuni che sono quelli che si occupano degli edifici insieme alle province”.

 

Aprire un cantiere per migliorare la controsoffittatura di una classe significa avere dei benefici anche di altro genere?

“Certamente in termini di antisfondellamento: c’è una maggiore attenzione anche verso questo problema. I progettisti si rivolgono ad aziende come la nostra che sono sul mercato per chiedere consigli e suggerimenti. Siamo di fronte ad una nuova era. C’è ancora parecchia strada da fare perché tutte le nostre scuole sia insonorizzate. Anzi, questo può sembrare un sogno ma l’esempio di Valdonega aiuta a sensibilizzare l’opinione pubblica e chi lavora nella scuola a comprendere come si possa lavorare meglio in un clima confortevole e sano. Ne va della salute dei nostri insegnanti ma soprattutto di quella dei nostri bambini che trascorrono ore ed ore a scuola”

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