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Apr 6, 2019

Olimpiadi di robotica, vincono tre progetti che migliorano l’ambiente

Droni d'aria e acqua e robot che si attivano con bluetooth per andare ad ispezionare luogi oggetto di catastrofi ambientali. Chi ha vinto le Olimpiadi di robotica

Alberi-robot a ultrasuoni, droni per monitorare lo stato dell’aria, automi per misurare l’inquinamento da materiale radioattivo, umanoidi salva-ambiente, prototipi per il controllo delle maree e dell’erosione della costa. È stata tutta proiettata verso il futuro la finalissima delle Olimpiadi di robotica che si è svolta a Genova. La competizione si è conclusa nei giorni scorsi con la premiazione dei migliori robot realizzati dagli studenti. A salire sul podio sono stati i ragazzi che hanno progettato e realizzato i prototipi più significativi per il miglioramento delle condizioni ambientali del nostro pianeta. Le Olimpiadi, infatti, quest’anno sono state dedicate al tema della tutela dell’ambiente.

300 studenti ai nastri di partenza

Novanta gli alunni in corsa per il titolo, provenienti dalle scuole di tutta Italia. Erano in 300 ai nastri di partenza, ciascuno con la squadra del proprio istituto. A conquistare la medaglia sono stati i team: “Hydrocarbot” dell’istituto d’istruzione superiore “Fortunio Liceti” di Rapallo; “HeartQuake” dell’istituto d’istruzione superiore “Galileo Galilei” di Crema e “Giorgi” dell’istituto tecnico tecnologico “Giovanni Giorgi” di Brindisi. La competizione è promossa dal ministero dell’ istruzione, dell’università e della ricerca con la collaborazione della Scuola di Robotica ed è dedicata agli studenti della scuola secondaria di II grado, statale e paritaria.

 

Una soddisfazione anche per i vertici del ministero che hanno potuto vedere di persona i risultati di una scuola all’avanguardia: “Complimenti ai vincitori e a tutti i ragazzi che hanno partecipato a una competizione così bella che guarda al futuro. La creatività, quando è accompagnata dall’impegno e dallo studio, realizza risultati importanti”, ha spiegato il ministro Marco Bussetti. “Queste Olimpiadi – ha proseguito l’inquilino di viale Trastevere – sono significative. Con queste gare vogliamo promuovere, incoraggiare e sostenere le potenzialità didattiche e formative della robotica. La tecnologia può e deve essere un’alleata della scuola, per migliorare l’insegnamento e per crescere generazioni di cittadini in grado di gestire il cambiamento e non di subirlo”.

 

I novanta finalisti hanno partecipato suddivisi in squadre (ciascuna composta da tre alunni, oltre al proprio docente). Tre le categorie di gara, una per i principali elementi del nostro pianeta: terra, acqua e aria. Ciascun team ha scelto in quale categoria partecipare.

Le Olimpiadi sono legate alla European Robotics League e le squadre vincitrici potranno partecipare all’edizione ERL Emergency Service Robots che si terrà a La Spezia, a luglio prossimo. L’evento, che vedrà la presenza dei più prestigiosi istituti universitari internazionali, sarà organizzato in Italia da Nato Sto Centre for Maritime Research and Experimentation (CMRE) di La Spezia.

In contemporanea con le gare sono stati realizzati laboratori didattici gratuiti, promossi dalla “Scuola di Robotica” di Genova in collaborazione con Costa Crociere Foundation e Fifthingenium, e conferenze aperte alle scuole e al pubblico.

Chi ha vinto: il robot-barchetta galleggiante

Noi abbiamo interpellato i professori coach delle tre squadre che hanno raggiunto il podio

 Per la categoria Acqua gli alunni Giorgio Bernardini, Alberto Conte, Tommaso Pavletic erano accompagnati dal professore Giovanni Dodero.

“Abbiamo vinto – spiega l’insegnante – con un robot – barchetta galleggiante che raccoglie gli idrocarburi che sono sulla superficie dell’acqua attraverso una speciale spugna. I ragazzi sono rimasti colpiti dal fatto che la nostra città è stata inondata e hanno deciso di fare un progetto per dare una mano alla comunità. Il robot è pensato per essere messo nella zona inquinata e comandato via Gps. Nel momento in cui arriva nell’area inquinata avvia una procedura attraverso questa spugna che è stata prodotta dall’Istituto italiano di tecnologia. Il robot assorbe fino a quindici volte il suo peso”.

Il drone d’aria e il drone d’acqua

Per la categoria Aria gli alunni Manuel Dadda, Stefano Picco, Andrea Zoli hanno conquistato il podio con l’ insegnante: Patrizia Lini: “Abbiamo portato un drone d’aria e un drone d’acqua. Il drone d’aria scatta foto in aree terremotate; ha un software Ibm che riconosce le zone con maggiori danni rispetto ad altre e segna su una mappa quanto rilevato in modo che i soccorritori abbiano immediatamente idea di dove recarsi in primis. Mentre per il drone d’acqua siamo partiti dall’idea di avere una raccolta dati ambientale: dalla temperatura dell’acqua, al Ph. Il drone galleggia su due bottiglie d’acqua e ha dei sensori di tipo diverso. Il drone trasmette i dati via wifi”.

Il robot teleguidato

Per la categoria Terra gli alunni Laura De Clemente, Francesco Fiani, Alessandra Moretto erano a Genova con il professor Salvatore Campeggio: “Abbiamo realizzato un robot teleguidato via bluetooth in grado di andare ad ispezionare luogi oggetto di catastrofi ambientali o altro e monitorare l’inquinamento dell’aria, la temperatura, la presenza di gas tossici. Inoltre riesce a trasmettere immagini del luogo in modo da rendere i soccorritori consci del pericolo ma anche della eventuale presenza di sopravvissuti. In questo caso il robot è in grado di fornire un collegamento audio”.

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