Il decalogo della comunicazione non ostile per i bambini dai 3 ai 7 anni immagine-preview

Mag 4, 2019

Il decalogo della comunicazione non ostile per i bambini dai 3 ai 7 anni

Comunicare senza odio è un percorso che inizia da bambini. Nei mesi scorsi è stato proposto un decalogo dall'associazione "Parole O_Stili"

Si chiama “Manifesto della comunicazione non ostile” e dopo essere stato declinato per la politica e l’amministrazione pubblica, essere entrato in centinaia di scuole ora arriva anche nelle mani dei bambini più piccoli: a Bari l’Associazione “Parole O_Stili” ha presentato nei mesi scorsi “Parole appuntite, parole piumate”, il manifesto della comunicazione non ostile per bambini dai 3 ai 7 anni. Si tratta di uno strumento per genitori ed educatori utile per cominciare da subito a spiegare ai bambini il corretto utilizzo degli strumenti digitali, proprio durante gli anni in cui iniziano i primi approcci ai dispositivi mobili.

Dieci concetti chiave che riportiamo:

  1. Virtuale è reale

La rete non è un gioco. È un posto diverso, ma è tutto vero. E anche in rete ci sono i buoni e i cattivi: bisogna stare attenti!

  1. Si è ciò che si comunica

In rete bisogna essere gentili. Dietro le foto ci sono persone come noi. Sedici cose cattive, saranno tristi. O penseranno che sei cattivo.

  1. Le parole danno forma al pensiero

Prima di parlare bisogna pensarci: puoi contare fino a 10! Così riesci a trovare proprio le parole giuste per dire quello che vuoi.

  1. Prima di parlare bisogna ascoltare

Nessuno ha ragione tutte le volte. Imparare ad ascoltare è molto bello, perché si capiscono i pensieri degli altri e si diventa amici.

  1. Le parole sono un ponte

Ci sono delle parole che fanno ridere e stare bene, come una coccola o un abbraccio. E abbracciarsi con le parole è bellissimo!

  1. Le parole hanno conseguenze

Le parole cattive graffiano e fanno male. Se tu fai male a qualcuno con le parole, poi non è più tuo amico. Tante parole belle, tanti amici!

  1. Condividere è una responsabilità

La rete è come un bosco: meglio farsi accompagnare da un grande. E non dire mai a nessuno il tuo nome, quanti anni hai, dove abiti.

  1. Le idee si possono discutere. Le persone si devono rispettare

Qualche volta non si va d’accordo: è normale. Ma non è normale dire parole cattive a un amico se lui non la pensa come te.

  1. Gli insulti non sono argomenti

Offendere non è divertente. Gli altri diventano tristi e arrabbiati. Adesso sei grande e sai parlare: non hai più bisogno di urlare.

  1. Anche il silenzio comunica

Qualche volta è bello stare zitti. Quando non sai cosa dire, non dire niente! Troverai il momento giusto per dire la cosa giusta.

 

Un evento che nasconde dietro un lungo lavoro che abbiamo cercato di capire grazie a Alessandra de Antonellis dello staff dell’Associazione.

L’intervista

Cos’è “Parole O_Stili?

Tutto nasce dalla fondatrice Rosy Russo. Lei già si occupava di comunicazione e social. Dopo l’ennesimo episodio di ostilità in Rete ha deciso di mandare una mail ad una serie di professionisti. In realtà quell’appuntamento è diventato un primo incontro con 1000 persone e si sono presentati testimoni come Enrico Mentana, Gianni Morandi, Laura Boldrini e tanti altri. Da lì è iniziato il nostro viaggio.

E’ in quell’occasione che è nato il primo vostro decalogo?

Alla prima edizione nasce il manifesto della comunicazione non ostile. Viene lanciato in Rete, vengono raccolti dei suggerimenti per poi arrivare all’elaborazione finale fatta da 100 mani

Di cosa si tratta? Non bastava quello che già c’era?

Il primo manifesto è nato in Rete ed è per la Rete. E’ stato tradotto in 22 lingue. Il manifesto ha fatto un viaggio inaspettato. E’ diventato un libro e alla seconda edizione anche il Presidente Mattarella ha voluto destinarci la medaglia di Rappresentanza quale riconoscimento del valore culturale dell’evento. L’abbiamo inviato a tutte le scuole d’Italia e presentato a 30 mila studenti e 15 mila insegnanti. Ma non solo: nella declinazione politica più di 350 parlamentari della XVI legislatura hanno sottoscritto il loro impegno declinandolo a loro uso e consumo”.

A Bari che è accaduto nelle scorse settimane?

Ci sono stati due momenti dedicati a oltre 1.200 studenti durante i quali si sono alternati sul palco tra gli altri Alberto Pellai, Daniele Doesn’t Matter, Lercio, Josefa Idem, Lia Capizzi, Paolo Condò e Guido Meda. Abbiamo presentato due nuovi lavori della community. Giornalisti sportivi, come Guido Meda, Lia Capizzi e Paolo Condò, e alcuni protagonisti del mondo dello sport Consuelo Mangifesta, Josefa Idem, Antonella Palmisano, Maria Beatrice Benvenuti, Andrea Stefani, Nicola Rizzoli, sono intervenuti nel secondo panel dedicato ai ragazzi, “#losportchemipiace”, durante il quale hanno ufficialmente presentato la declinazione del “Manifesto della comunicazione non ostile per lo sport”, la cui redazione è stata ispirata dai contributi di oltre 100 tra atleti, club, squadre, federazioni, aziende, giornalisti e comunicazioni legati al mondo dello sport”.

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