Ultimo aggiornamento il 24 Ottobre 2019 alle 10:00
Maker Faire Rome ha portato 40mila bambini e ragazzi sulla Luna
La fiera dell’Innovazione si è aperta con l’Educational Day a cui hanno partecipato ragazzi provenienti dalle scuole di tutto il Lazio
La creatività, lo sostenibilità e il creative learning sono stati indubbiamente al centro dei 3 giorni dedicati ai ragazzi nel Pav5 – Young Makers della settima edizione di Maker Faire Rome, aperta, come da tradizione, con l’Educational Day, l’evento nell’evento dedicato alle scuole, che hanno partecipato con grande interesse. Nei 3 giorni di apertura al pubblico quasi 15.000 bambini e ragazzi hanno potuto giocare e imparare attraverso le attività presenti nell’area, tutte incentrate sul concetto di Creative Learning e declinate nel coding, robotica, elettronica e tinkering, che hanno permesso una immersione nel metodo didattico innovativo con cui s insegna l’educazione tecnologica ai più piccoli.
“Mettere i più piccoli nella condizione di sviluppare ed esperire la propria creatività attraverso la tecnologia è al centro del nostro percorso didattico” – spiega Adriano Parracciani, responsabile R&D del progetto Kids! di Codemotion, curatori per il sesto anno di fila del padiglione Educational. “Per Maker Faire abbiamo sviluppato attività completamente nuove con IoT e Augmented Reality, come la la creazione di basi lunari attraverso editor 3D”.
Tema dominante di tutta l’area Young Makers è stato il Moon Landing, a partire dalla Space Coding Challenge, un inedito laboratorio di visual coding alla conquista dello spazio alla Mission To Moon, dedicata ai più grandicelli, in cui è stato possibile rivivere l’emozione delle missioni spaziali programmando dei rover robotici con un linguaggio visuale basato su Scratch. Altro grande protagonista tecnologico è stata la Realtà Aumentata, al centro della della mostra LunAria, una esposizione sperimentale su fatti e curiosità meno note riguardanti le missioni lunari dagli anni 60 ad oggi.
Open Lab, le Isole Didattiche e lo spazio Attraction, dei veri e propri laboratori, degli ambienti di apprendimento in cui i ragazzi sono stati invitati a creare ed inventare con diversi materiali, strumenti, e tecnologie, come dei veri maker: dal cartone al coding, dalla colla a caldo all’elettronica, dal legno alla modellazione 3D, dagli elastici alla Robotica, dalla gomma alle App.
Tra le altre attrazioni, la voliera dei Droni ha tenuto incollato agli spalti il pubblico dell’Area dedicata ai giovanissimi, i nuovissimi Innovation Set di Meccano, un vero e proprio laboratorio STEAM, hanno permesso di costruire prototipi spaziali mentre l’IoT-playground 2.0, ha offerto la possibilità di comprendere principi dietro le Smart Cities e il mondo connesso; Boboto invece ha presentato Montessori STEAM, Campus Store s’è fatto conate con le robotics competition di Make X, e poi Di Scienza, CoderDojo Roma, Scienza Divertente, e ReteGARR.
Se c’è stato un messaggio che ha caratterizzato tutte le attività presenti in tutta la Maker Faire ma ancor più presente nel Padiglione 5, indubbiamente è stato quello della lotta al divario di genere. Un tam tam silenzioso ma costante per portare all’attenzione dei genitori un messaggio forte volto a incoraggiare anche le bambine a mettersi in gioco, nella convinzione che la tecnologia non ha sesso.
Dagli esempi positivi portati dalle protagoniste della tecnologia – da Margaret Hamilton a tutte le “donne della Luna” – ai percorsi e ai laboratori specificatamente progettati per coinvolgere e rendere partecipi le bambine, è stato davvero molto bello vedere come anche attraverso il gioco si può iniziare a stimolare quella curiosità altrimenti riservata solo ai bambini e combattere così convenzioni basate solo sulla tradizione culturale e non certo sulle effettive capacità individuali.