Nalini Nadkarni è la scienziata che ha creato la prima Barbie STEM (a cui la Mattel poi si è ispirata) | iSchool | StartupItalia!

Ultimo aggiornamento il 29 dicembre 2019 alle 8:38

Nalini Nadkarni è la scienziata che ha creato la prima Barbie STEM (a cui la Mattel poi si è ispirata)

Barbie astrofisiche, reporter naturaliste, entomologhe, biologhe, che oggi si possono acquistare ovunque, per arrivare ad essere sugli scaffali dei negozi, hanno una storia singolare: molto femminile

Quando si dice la determinazione è donna. La storia di Nalini Nadkarni, scienziata ecologa all’Università dello Utah, ha creato la prima Barbie ricercatrice portandola in giro alle sue conferenze e vendendo personalmente le sue creazioni. La sua passione è nata circa 15 anni fa, quando si accorse che tra i ricercatori esperti di ecosistema di foreste pluviali (la sua specializzazione), c’erano pochissime donne. Da allora decise di ispirare le ragazze realizzando delle Barbie speciali, vestite con abiti e accessori da arrampicata sugli alberi. E non solo.

La (vera) storia della Barbie scienziata

Nalini Nadkarni entusiasta dell’idea con nobili fini educativi propose le nuove bambole, chiamate TreeTop Barbies, alla Mattel, ma la multinazionale americana non volle saperne delle sua creazioni. Ma Nalini decise di realizzarle comunque – a sua spese – usando Barbie di seconda mano, e incaricando dei sarti di creare vestiti ad hoc che richiamassero le nuove professioni STEM.

E fu così che cominciò a vendere personalmente le sue Barbie. Infatti ad ogni conferenza a cui veniva invitata per parlare della sua professione di ricercatrice, Nalini allestiva puntualmente il suo banchetto, che riscuoteva enorme successo: la vendita delle nuove bamboline scienziate andava a gonfie vele, molto apprezzata dal pubblico dei suoi seminari.

L’iniziativa tuttavia non lasciò indifferente la Mattel che molto presto si schierò contro la ricercatrice accusandola di violazione del marchio.

Ma la sua determinazione, unita alla nobile causa, l’hanno incoraggiata a resistere, e alla fine la Mattel ha dovuto di consentirle di andare avanti su piccola scala.

La storia tuttavia non finisce qua, perché nel 2019 con somma meraviglia, Nalini viene contattata dal National Geographic che la informava di aver sottoscritto con l’azienda Mattel un contratto di collaborazione che aveva ad oggetto la realizzazione di una linea di Barbie incentrate sull’esplorazione e la scienza, e di volerla come consulente nella concretizzazione del progetto. Un sogno per Nalini diventato realtà.

E’ cosi che sono nate le Barbie STEM: astrofisiche, fotografe naturaliste, entomologhe (ovvero la professionista che studia gli insetti), biologhe, una fotoreporter di fauna selvatica, una astrofisica che oggi si possono acquistare sul sito della Mattel (o nei negozi), nella sezione dedicata alle Barbie in carriera.

Consapevole di quanto le Barbie ancora oggi influenzino i bambini a livello culturale, Nalini aveva capito quanto fosse importante proporre dei modelli diversi rispetto agli stereotipi di genere, e una scienziata arrampicatrice (per cominciare) era quel che ci voleva per contribuire a questo cambiamento di mentalità.

 

Mattel e National Geographic

Di recente, infatti, MattelNational Geographic hanno collaborato insieme per creare una linea di Barbie con carriere legate alla ricerca nel mondo della natura e della sostenibilità.

Le nuove bambolette, come annunciato in un comunicato stampa, sono disponibili dalla primavera 2019. I due marchi mirano a rappresentare, come dichiara la Mattel, “occupazioni in cui le donne sono sottorappresentate“.

“Aiutare le persone a capire il mondo è, ed è sempre stato, lo scopo principale del National Geographic. Attraverso la nostra collaborazione con Barbie, siamo entusiasti di raggiungere i bambini in un modo nuovo, usando il potere del gioco per ispirare la nostra prossima generazione di esploratori, scienziati e fotografi”.

Nalini  Nadkarni ha fatto parte di un comitato di esperti di cinque membri, per la creazione delle innovative Barbie STEM. Tra i suoi co-panelist c’erano Susan Goldberg, caporedattore del National Geographic, biologa marina e Sylvia Earle, esploratrice presso il National Geographic, la studentessa di astrofisica dell’Università Harvard Munazza Alam, e la primatologa e ricercatrice  Catherine Workman.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter