Falcone-Borsellino, come funziona il videogame in ricordo dei due magistrati | iSchool | StartupItalia!

Ultimo aggiornamento il 19 maggio 2020 alle 8:00

Falcone-Borsellino, come funziona il videogame in ricordo dei due magistrati

Dal portale Falcone-Borsellino ecco nuovo gioco dedicato ai più piccoli per difendersi dal virus. I ragazzi di una scuola di Montesilvano (PE) impegnati in un progetto ambizioso che parte dalla legalità.

In questo periodo di coronavirus, scuole chiuse e lockdown  gli studenti e gli insegnanti hanno provato a dare il massimo per riuscire a non perdere il tempo scuola e ricavare qualche buona esperienza per arricchire il proprio cammino. Ci sono anche alcuni esempi di studenti e docenti che già avevano attivato ben prima del coronavirus progetti digitali molto interessanti.
Come ad esempio quello del Liceo Scientifico C. D’Ascanio di Montesilvano (PE), che già dal 2018 ha avviato un progetto vincente di un videogame progettato dagli stessi ragazzi chiamato Game Falcone-Borsellino. Oggi, questa esperienza non solo ha raccolto moltissimi consensi ma si è trasformato in un portale vero e proprio al cui interno lanciare altri game, come “Memory Etciù e il Virus non c’è più”, un videogioco dedicato ai bambini e pensato proprio per il periodo che stiamo vivendo. Abbiamo intervistato Graziano Fabrizi, docente referente coinvolto in questo progetto.

Ci spiegate come è nata l’idea del game falcone-borsellino e come funziona?

È dal bisogno di ricordare che è nato il primo videogioco “Follow the Money”, ricordare i due magistrati che hanno donato la loro vita allo Stato, che molte, troppe volte gli ha voltato le spalle. Per Stato non intendiamo il Governo, che pure fece degli errori, bensì parte degli italiani, che tante volte hanno dubitato del lavoro di queste persone.  Loro però non hanno mai voltato le spalle allo Stato, riponendo sempre la loro fiducia nelle istituzioni e nei valori che queste rappresentano. I ragazzi coinvolti nel percorso didattico di cittadinanza e costituzione,  nelle straordinarie attività del Premio Nazionale Paolo Borsellino tutto l’anno, che da 25 anni nelle scuole porta la testimonianza dell’antimafia, ha scaturito una reazione da parte dei ragazzi che hanno pensato di “fare qualcosa” che potesse essere rivolto ai loro coetanei, ed allora perché non far diventare i giudici un videogame? Ma nel gioco nessuno deve morire, non deve esserci un game over. Nessuna sparatoria, nessuna scena di sangue. Attraversano l’Italia partendo dal palazzo di giustizia di Palermo e arrivano a Milano e le città coinvolte ancora oggi in inchieste di stampo mafioso. Questo è un altro messaggio del gioco, ci insegna che le Mafie non conoscono territori precisi e che ciascuna regione è esposta al pericolo, sul sito c’è anche una ricostruzione delle Città scelte e delle ultime inchieste che le ha viste purtroppo protagoniste, come Roma per Mafia Capitale, o L’Aquila (il nostro capoluogo) per le infiltrazioni mafiose sulla ricostruzione del post-sisma. Un grande lavoro di ricerca, di fonti, studio e traduzione in un linguaggio, quello del gioco, che è ricco di particolari e riferimenti, tutti riscontrati e verificati. È stato un duro lavoro, iniziato nel 2018, con una classe la 1 sez. C del Liceo Scientifico C. D’Ascanio di Montesilvano (PE), insieme alla collega Monica Mariani.
Gli stessi ragazzi quest’anno, approdati alla seconda classe hanno pensato di continuare il percorso di cultura e promozione della Legalità realizzando un secondo videogame: “Rinascita Scott” che prende il nome dall’omonima inchiesta guidata dal Dott. Gratteri, intento a “colpire” a suon di manette gli ndranghetisti, ma mai con violenza, volando su un libro, che si fa strumento e arma per abbattere “il mostro finale” l’ignoranza, il muro dell’ignoranza,  quello che favorisce il sistema mafioso. Questo gioco ha in sostanza trasformato gamefalconeborsellino.it in un portale, permettetemi, nel primo portale di videogame sulla legalità realizzato dai ragazzi verso i ragazzi stessi. Nel videogame c’è l’omaggio al Procuratore Cafiero De Raho e allo Scrittore Claudio Cordova, entrambi personalità che i ragazzi hanno avuto modo di poter incontrare sempre grazie alle attività del Premio Nazionale Paolo Borsellino e nei percorsi di legalità che mette a disposizione.

Com’è stato realizzato il gioco?

Il gioco è stato realizzato con lo stile Arcade, tipico degli anni 80/90 quello di Super Mario, attraverso software graditi, ogni elemento, ogni grafica sino alla sceneggiatura del gioco è prodotto dai ragazzi.
Poi arriva il Covid-19 e i ragazzi dopo meno di due giorni dalla chiusura della scuola avanzano l’idea di fare qualcosa per i bambini, un videogioco che insegnasse ai più piccoli come difendersi dal virus, divulgando le buone pratiche comportamentali del Ministero della Salute, cosi nasce “Memory Etciù e il Virus non c’è più”. Si presenta come un Memory classico, nel quale vengono disposte un totale di venti carte contenenti le icone dei 10 punti da seguire (ovviamente doppie).  Al completamento della prima parte del gioco, ogni regola viene reinterpretata in una rima e, rima dopo rima, si compone una filastrocca memorabile che riassume le raccomandazioni.
Il piccolo videogame è stato un successo incredibile. Esportato sino negli USA, con migliaia di sessioni di gioco quotidianamente. Se ne è accorta la stampa nazionale ed estera, rendendo di fatto merito ai ragazzi, che nonostante il lockdown, dalle loro camerette hanno fatto qualcosa di grande, oltre la scuola, oltre la didattica a distanza, oltre il dramma e le brutte notizie. I ragazzi hanno mostrato di essere dei buoni cittadini, a servizio degli altri, responsabili e solidali. Questa è la soddisfazione più grande.

 

Come sta procedendo? Sta avendo riscontri positivi?

Il portale, nello specifico il gioco Memory Etciù, è stato segnalato dal Ministero dell’istruzione come una delle eccellenze didattiche italiane, nella pagina sul sito dedicata #lascuolanonsiferma, ne è stata fatta una versione in inglese, grazie alle collega Rita De Vincentiis che ha avviato una fitta collaborazione con la Cabrini Univeristy (www.cabrini.edu) negli USA, “più didattica a distanza di così, credo non si potesse” Dati alla mano, abbiamo centinaia di sessioni di giorno quotidianamente, Ma ancora La Fondazione Falcone dove la Prof.ssa Maria Falcone ha molto apprezzato. La cosa più incredibile sono le foto che e le testimonianze che ci arrivano dalle altre scuole che utilizzano il portale e i nostri video game per insegnare la disciplina di cittadinanza e costituzione  ai ragazzi, sono tantissime.

 

Quando si rientrerà a scuola si continuerà su questi progetti?

Per noi non cambierà molto. È grazie alla connessione tra didattica tradizionale, e multimediale fatta già in tempi non sospetti che in un momento di emergenza come questo il nostro Liceo è riuscito a cavarsela, direi egregiamente. Formare cittadini responsabili prima che bravi studenti è il mio pensiero da sempre, per questo credo che la formazione di ciascun alunno debba tener conto dei valori di legalità e su quelli basare la formazione. Per questo sento il dovere di ringraziare realtà importanti come il Premio Nazionale Paolo Borsellino che rende questo possibile, nelle scuole, il Dirigente Scolastico e i colleghi che si ritrovano in questo valore, quelli che fermano le lezioni il 23 maggio per parlare della strage di Capaci o il 9 Maggio per parlare di Peppino Impastato. Insomma quelli che inseriscono nella propria didattica, aldilà della propria disciplina la realtà vera, che aiutino i ragazzi a conoscerla ed a sviluppare un pensiero critico.

 

 

La didattica a distanza può essere considerata un’esperienza di emergenza oppure può essere adottata in futuro magari incastrandola con la lezione in presenza?

La didattica a distanza è la didattica dell’emergenza, di queste e di altre, pensiamo a quando qualche ragazzo si trova a vivere un periodo lontano da scuola a causa di impedimenti di salute, di fatto la si applica anche li. Perché l’istruzione è un diritto Costituzionale. A mio parare può essere solo per un tempo determinato, i ragazzi hanno bisogno di interazione, di sorrisi e coinvolgimento che neppure la massima esperienza di realtà aumentata e tecnologica la può sostituire. Ma mai come in questo periodo i ragazzi, spesso dipinti come disillusi passivi e giudicati con troppa fretta hanno dimostrato di mettere a servizio della collettività le loro migliori risorse. Gli esempi sono tantissimi. Sono là da più di due mesi e non chiedono niente se non di poter riavere indietro i loro sogni, quelli che hanno dovuto accantonare per un po’. Ma torneranno gli abbracci e le campanelle, i brutti voti e le ramanzine, tornerà, mi auguro una scuola più consapevole e più a misura di ragazzo! Una scuola che non abbia paura del cambiamento e che sia al passo della “vita fuori” che mai come in questo momento ci ha messi alla prova, una prova vera, non espressa in decimali. Per cui invito ai ragazzi di “Armarsi di cultura per essere liberi”. Liberi anche dentro la propria cameretta, protagonisti del loro tempo.

 

 

 

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