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Nov 7, 2018

Safety Scanner, l’app salvavita per le intolleranze alimentari

Un'applicazione per individuare gli allergeni contenuti nei prodotti alimentari in vendita. L'idea di tre studenti di un istituto tecnico di Mantova

Un’applicazione per individuare gli allergeni contenuti nei prodotti alimentari in vendita. L’app, che si chiama Safety Scanner, non è ancora sul mercato, ma l’idea di tre studenti dell’istituto D’Arco di Mantova, Davide Tonini e Luca Maria Ciranna, della 3AG e Federico Di Carlo, della 3BG, con la guida del professore Pierluigi Luisi, è semplice ed efficace: grazie alla scansione del codice a barre si possono conoscere tutte le informazioni sui prodotti alimentari in vendita.

Un’applicazione utilissima per tanti utenti che soffrono di intolleranze alimentari: un vero e proprio strumento salvavita prima di mettersi a tavola a mangiare.

Il progetto è stato realizzato nel corso del precedente anno scolastico, nell’ambito di un percorso curricolare che ha coinvolte due classi dell’istituto, partecipanti al concorso LetsApp, organizzato da Samsung e IoStudio e patrocinato dal ministero per realizzare app sul tema sicurezza.

L’intervista al prof di Safety Scanner

A StartupItalia! il prof coordinatore del progetto Safety Scanner, Pierluigi Luisi, racconta le fasi di realizzazione e alcuni retroscena: “Credo che la simulazione di problematiche concrete all’interno della istituzione scolastica possa avvicinare i ragazzi ad una modalità collaborativa strutturata. L’aver affrontato in anticipo e con successo modelli organizzativi strutturati, potrà aiutarli al termine del corso di studi ad intraprendere qualsiasi lavoro sapendo come affrontarlo.  Questo potrebbe costituire un valido modello di superamento dell’alternanza scuola lavoro con un modello interno al percorso scolastico, se portato avanti da docenti preparati in maniera anche interdisciplinare, può portare ad ottimi risultati e fungere da stimolo e volano per far germogliare nuove idee”.

 

In caso consiste Safety Scanner e quanto tempo si è impiegato per la realizzazione?
“Safety Scanner è l’applicazione che un gruppo di studenti dell’IS Carlo D’Arco di Mantova ha creato per venire incontro alle esigenze di chi soffre di allergie alimentari. L’applicazione è stata scelta tra tutte le applicazioni prodotte durante il corso perché più rappresentativa del tema assegnato: la sicurezza (in questo caso alimentare), nell’ambito del concorso Letsapp. I ragazzi erano parte delle seconde all’interno dell’indirizzo grafica e comunicazione, nella mia materia: Scienze e tecnologie applicate”.

 

Perché proprio un’App sui prodotti alimentari?
“La storia di un ragazzo della scuola che soffre di allergie alimentari, ha influenzato la direzione dello sviluppo. Durante il brainstorming è emersa questa finalità sociale della sicurezza che ha portato a muoversi in quella direzione”.

 

Safety Scanner non è ancora disponibile sul mercato? Contate di farlo a breve?
“L’applicazione è ancora solo un prototipo, ma i ragazzi sono entusiasti e si stanno muovendo per renderla un vero e proprio prodotto. Entro qualche mese sarà disponibile sul play store”.

 

Per realizzarla avete realizzato un’azienda digitale, in cosa consiste?
“Inizialmente è stato fatto un brainstorming sul significato della parola sicurezza e una indagine che ha portato i ragazzi fuori della classe ed a parlare con i loro amici e familiari, fino alla generazione di idee. Queste idee, condivise con i loro compagni, sono state messe in votazione per creare delle squadre di cinque persone. Ad ognuno sono stati assegnati dei ruoli, come se si fosse una vera azienda. L’ideatore della app ha preso il ruolo di project manager, ed a lui è toccato il compito di preparare il campo agli altri con le analisi di mercato e il benchmarking della app stessa. Assodata la realizzabilità del prodotto si è passati alla definizione di business model e business plan, per verificarne la sostenibilità. A questo tutti hanno dato il loro contributo: il progettista grafico, il programmatore, il direttore del marketing ed il direttore della comunicazione. Ognuno era responsabile per la propria fetta di lavoro, esattamente come in una azienda digitale moderna. Questo ha consentito loro di esplorare le proprie inclinazioni non solo da un punto di vista grafico, ma anche organizzativo e del business”.

 

Credo tanto nell’educazione alimentare a scuola? Secondo lei si può fare di più?
“Riteniamo sia importante affrontare con serietà il problema alimentare a scuola, anche dal punto di vista del rischio connesso a problematiche di tipo allergico, oltre che della corretta alimentazione. Esistono varie iniziative di cui ho sentito parlare, anche sponsorizzate dal ministero dell’istruzione, in passato, che hanno permesso agli studenti di prendere consapevolezza del problema e prestare maggiore attenzione per potersi nutrire in maniera sana”.

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