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Ultimo aggiornamento il 24 agosto 2020 alle 9:22

Istruzione, un diritto di tutti. Il progetto che porta la scuola in ospedale

Un ricco portale dedicato ai bambini ricoverati in ospedale o che sono costretti ad assentarsi da scuola per molti giorni. Novità anche per gli studenti con disabilità

L’istruzione è un diritto di tutti, anche che per gli studenti che per motivi di salute sono ricoverati in ospedale o devono restare a casa, assenti da scuola. È in questa ottica che è nato il Portale nazionale per la Scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, dedicato alle famiglie degli alunni ricoverati a casa o in ospedale. L’obiettivo è di potenziare le strategie inclusive applicate dai docenti, creando un collegamento efficace tra scuole e alunni in difficoltà e permettendo alle famiglie di avere tutte le informazioni utili sul servizio scolastico.

 

 

Un portale al servizio di studenti e famiglie

Il portale è già attivo ed è ricco di informazioni. Da un lato, permette allo stesso MIUR un monitoraggio costante grazie ai dati e alle risorse presenti; dall’altro fa sì che famiglie, docenti, operatori di scuole e ospedali possano avere informazioni puntuali e dettagli sui progetti più significativi, sviluppati dalle Scuole Polo, dal MIUR, dagli Uffici Scolastici Regionali e anche dal personale sanitario.

Ci sono spazi dedicati ai servizi regionali, alla normativa, ai progetti in atto e alla formazione. C’è però uno spazio, in particolare, che arriva dritto al cuore. Un’area dedicata alle storie; vicende reali che fanno riflettere su quanto sia importante il servizio di attività scolastica domiciliare. Storie come quella di Marisa (nome di fantasia), a firma della giornalista Natalia Poggi. Una ragazza divenuta anoressica e che grazie alla scuola a domicilio può continuare i suoi studi e riprendersi pian piano in mano la propria vita; o quella di uno studente di ingegneria informatica con una patologia genetica che attraverso la ‘scuola in ospedale’ e utilizzando il Pc come supporto nell’apprendimento ha incontrato la sua passione: l’informatica. Leggere le storie dei ragazzi emoziona e permette di riflettere.

 

Dal prossimo anno scolastico, al via il registro elettronico unico

Il portale si doterà per il prossimo anno scolastico di un registro elettronico unico per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare, per lo scambio di informazioni fra gli insegnanti della scuola ospedaliera e della scuola di appartenenza, fra i genitori e il personale ospedaliero: il sistema terrà traccia di tutti i periodi di frequenza e fornirà prospetti riassuntivi; il registro ‘seguirà’ lo studente durante l’intero periodo di ospedalizzazione o di ricovero domiciliare.

 

La Scuola in Ospedale, i dati

La Scuola in Ospedale è una possibilità importante per garantire il diritto allo studio e all’istruzione in ospedale o a domicilio. Sul territorio nazionale sono presenti 18 scuole polo e oltre 200 sezioni ospedaliere che coinvolgono circa 740 docenti. L’alunno viene preso in carico in modo totale, coinvolgendolo non solo dal punto di vista didattico ma in quello emotivo e relazionale. L’alunno al centro, insomma, per garantirgli diritti e futuro. Nell’anno scolastico 2017/2018 sono stati ben 68.900 studenti a usufruire della scuola in ospedale, prevalentemente dalla scuola primaria (40,1%) e dalla scuola dell’infanzia (32,1%); ma anche studenti della scuola secondaria di primo grado (19%) e di quella di secondo grado (8,9%). Le regioni maggiormente coinvolte sono la Campania, Lazio, Liguria, Lombardia e Sicilia.

Istruzione domiciliare in campo

Il servizio di istruzione domiciliare è l’altro grande ramo fondamentale per permettere agli studenti di ogni ordine e grado sottoposti a terapie domiciliari che impediscono la frequenza di scuola per un periodo non inferiore a 30 giorni (anche non continuativi) di continuare il loro percorso di studi. Il servizio è attivabile su iniziativa del consiglio di classe, che elabora un progetto formativo con l’indicazione delle discipline alle quali dare priorità, le ore di lezione previste e il numero di insegnanti coinvolti. Il progetto dovrà poi essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio d’Istituto e inserito nel Piano triennale dell’offerta formativa. In linea di massima, il monte ore delle lezioni equivale a circa 4 o 5 ore settimanali per la scuola primaria, 6/7 ore settimanali per la secondaria di primo grado e secondo grado, sebbene sia comunque modulato in base ai bisogni di ogni studente ammalato. Nell’anno scolastico 2017/2018 sono state elargite ben 64.715 ore di istruzione domiciliare, soprattutto in Lombardia e nelle Marche.

 

In campo nuove norme per gli alunni con disabilità

Intanto, grandi passi avanti si stanno facendo anche per gli alunni con disabilità. Il Consiglio dei Ministri ha infatti recentemente approvato, in via preliminare, un provvedimento che modifica le nuove norme in materia, che dovrebbero entrare in vigore dal prossimo settembre. Intanto, viene rivista la composizione delle commissioni mediche per l’accertamento della condizione di disabilità, che includerà anche un medico specializzato nella patologia dell’alunno. Inoltre, saranno coinvolti i genitori dell’alunno e, se maggiorenni, gli stessi alunni con disabilità nel processo di assegnazione delle misure di sostegno, che quindi non saranno erogate in via meccanica solo sulla base della certificazione.

Al via i Gruppi per l’Inclusione Territoriale

Nascono poi i Gruppi per l’Inclusione Territoriale (GIT), formati su base provinciale. Si tratta di nuclei di docenti esperti che supporteranno le scuole nella redazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) e nell’uso dei sostegni previsti nel Piano per l’Inclusione. I GIT avranno anche il compito di verificare la congruità della richiesta complessiva dei posti di sostegno che il dirigente scolastico invierà all’Ufficio Scolastico Regionale.

Parte nelle scuole il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione

A livello scolastico opererà, invece, il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione, composto dal team dei docenti contitolari o dal consiglio di classe e che prevede la partecipazione dei genitori dell’alunno con disabilità, delle figure professionali specifiche, interne ed esterne all’istituzione scolastica che interagiscono con l’alunno; ci sarà anche il supporto dell’unità di valutazione multidisciplinare e un rappresentante designato dall’Ente Locale. Il Gruppo di lavoro operativo per l’inclusione avrà il compito di redigere il Piano Educativo Individualizzato, compresa la proposta di quantificazione di ore di sostegno e delle altre misure di sostegno, tenuto conto del profilo di funzionamento dell’alunno.

Una strada verso l’inclusione

Insomma, metodologie e strumenti saranno decisi con un Piano didattico più incentrato sulle caratteristiche del singolo studente. Un passo avanti notevole, se si pensa alla tradizione italiana che interpreta la disabilità sulla base del modello medico individuale. Recentemente una parte di studi scientifici sta proponendo un modello alternativo per interpretare la disabilità. Secondo questo nuovo modello sociale, la disabilità si riferisce a tutte quelle barriere culturali, sociali e politiche che mettono la persona con disabilità in situazioni di difficoltà e che permettono così forme di macro e micro esclusione. Invece, sono le stesse persone con disabilità che dovrebbero avere un ruolo attivo nelle scelte che li riguardano. Dopo il superamento delle scuole speciali e una tendenza spostata sempre più verso l’inclusione, sembra ora che queste nuove norme procedano nella definizione di una strada che porti il contesto in cui l’alunno con disabilità vive ad avvicinarsi all’alunno stesso, abbattendo le barriere.

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