9 Seconds, l'app per combattere la dipendenza da smartphone | iSchool | StartupItalia!
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Ultimo aggiornamento il 26 gennaio 2020 alle 7:38

9 Seconds, l’app per combattere la dipendenza da smartphone

L'applicazione si propone di raggiungere un ambizioso obiettivo: quello di cambiare il rapporto con il nostro smartphone e quindi le nostre abitudini di vita, sociali e lavorative

Come faremmo senza il cellulare? Ci sono dei pro e dei contro di questa scelta. I vantaggi sono incarnati principalmente da un ritorno al godersi il mondo reale. Gli smartphone, però, non vanno demonizzati, anzi, è una scelta del tutto personale quella sul loro utilizzo, così come sul tempo e sull’importanza da attribuire nella propria giornata alla vita online.

Proprio da quest’esperienza nasce 9 Seconds, un’app che si propone di raggiungere un ambizioso obiettivo: quello di cambiare il rapporto con il nostro smartphone e quindi le nostre abitudini di vita, sociali e lavorative. L’app sfrutta, infatt, un meccanismo di gamification e “rinuncia-ricompensa”, per premiare i giocatori per il tempo passato offline.

9 Seconds, che cosa è 

9 Seconds segue un modello di business, che vede al centro due figure di fondamentale importanza: gli utenti ed i clienti. Gli utenti costituiscono i giocatori. Un utente potrà infatti sfidare un altro utente in una competizione che premia chi riesce a resistere per più tempo senza usare lo smartphone.  Alcune regole del gioco permetteranno all’utente di usare il cellulare anche in corso d’opera, ma tutto ciò genererà, di volta in volta, una progressiva diminuzione del punteggio complessivo. Chi vince? Chi resisterà più dei suoi avversario! La vittoria ti permetterà di conservare il bottino di punti raccolto.

I vincitori accedono ad una classifica a punteggio, che permetterà loro di concorrere per i premi messi in palio dalle aziende. Le aziende saranno costituite da attività di ristorazione dei territori di riferimento, nel quale i giocatori potranno recarsi ed effettuare le rispettive sfide.

9 Seconds, da dove nasce l’idea

L’idea parte da un gruppo di giovani – Luca Podo (CEO e Full-Stack Developer) Alessandro Colonna (CCO e Marketing Manager), Benito Taccardi (CTO e System Full-Stack Developer), Davide Margarito (CGO e Graphic Designer), Gabriele Centonze (Full-Stack Developer e Web Designer), Andrea De Giovanni (Legal Consulent), Cosimo Quarta (Visual Content Specialist) – che è rimasto impressionato da uno studio scientifico.

Infatti, secondo una ricerca condotta da Microsoft in Canada, la soglia di attenzione dell’essere umano si è abbassata da 12 a 8 secondi, dal 2000 sino ad oggi. Un secondo in meno di quella dei pesci rossi, che è di 9 secondi. Stando al parere di questi ricercatori, le cause di questo calo di concentrazione ed attenzione sarebbero da ricondurre all’uso eccessivo di smartphone e tablet.

9 Seconds, un’app in rampa di lancio

Una prima validazione e accettazione del progetto 9 Seconds da parte dei clienti è stata realizzata ad aprile 2019 tramite l’organizzazione e la gestione di una campagna di crowdfunding su Eppela.com, conclusa positivamente (10.400 euro) e che ha vista la partecipazione e il supporto di oltre 60 sostenitori di cui, più dell’80% rappresentavano le attività di ristorazione. 9 Seconds ha già superato il test di alpha interno, condotto dai membri del team, al fine di testare il corretto funzionamento dei moduli e delle risorse implementate. Ad oggi il team ha già realizzato la fase beta privata dell’applicazione.

L’applicazione è in procinto di essere provato da una nicchia di utenza (circa 200 persone), acquisita tramite gli appositi canali social o tramite contatti già instaurati durante la campagna di crowdfunding, al fine di evidenziare criticità tecniche/esperienziali. Inoltre 9 Seconds ha vinto, oltre che la StartCup Puglia 2019, anche diversi premi in competizioni come: Contamination Lab 2019 e Puglia Startup 2019.

9 Seconds si presenta con un obiettivo ambizioso e non impone una medicina, ma trova il rimedio attraverso la forma più antica di coinvolgimento: un gioco. Un modo per mettere in evidenza che lo strumento sociale più potente al mondo non è il telefono, ma l’attenzione e il tempo che siamo disposti a concedere a noi stessi.

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