Weschool, come funziona la piattaforma di e-learning per docenti e alunni
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Ultimo aggiornamento il 9 marzo 2020 alle 9:52

Weschool, come funziona la piattaforma di e-learning per docenti e alunni

#LaScuolaContinua è il progetto che vede alleati Cisco, Google, IBM, TIM e WeSchool a supporto di insegnanti e alunni in tempi di scuole chiuse

In questi giorni di emergenza Coronavirus, la scuola non si ferma. La scuola cambia, si adatta, si modifica, e lo fa grazie alle nuove tecnologie. Che, poi, così nuove non sono.

Inutile, adesso, interrogarsi se il sistema educativo italiano dovesse essere costretto a sperimentare l’istruzione da remoto per ripensarsi e cambiare quell’approccio di insegnamento frontale “vecchio stile” che caratterizza ancora oggi la maggior parte della didattica. Piuttosto, si guarda avanti e lo si fa mettendo insieme le forze di chi offre strumenti di e-learning avanzati.

Per questo nasce #LaScuolaContinua, il progetto che ha mosso i primi passi in risposta alla call del Ministero dell’Istruzione, e che vede alleati Cisco, Google, IBM, TIM e WeSchool per offrire supporto a insegnanti e studenti in tempi di scuole chiuse. Con la speranza che grazie alla tecnologia si possa recuperare il tempo perso e continuare a studiare.

 

Come utilizzare la piattaforma di WeSchool?

Questa rivoluzione, capitata all’improvviso per la maggior parte delle realtà scolastiche italiane, deve fare i conti con la mancanza di competenze digitali, soprattutto da parte degli insegnanti, che si interrogano su quale sia la strada da seguire.

Come ci si iscrive ad una delle piattaforme disponibili? Come si crea un’aula digitale? Insieme a Marco De Rossi, fondatore di WeSchool, forniamo una guida che ci auguriamo sia di aiuto a tutti coloro che hanno esigenza di ricreare la propria classe online.

“Anzitutto, è necessario registrarsi a WeSchool (per tutti i docenti l’iscrizione è gratuita mentre per le aziende è a pagamento) a questo link: https://www.weschool.com/registrazione/“, spiega il founder.

Per compiere questo passaggio sono necessari pochi minuti. E’ sufficiente inserire la propria email e controllare la casella di posta elettronica, nella quale comparirà una email con tutti i dettagli per completare l’iscrizione. Tra questi: i dati dell’insegnante, o dell’alunno, e l’accettazione della normativa sulla privacy. Al termine, comparirà il tasto “Registrati” per finalizzare l’iscrizione.

Leggi anche: Arriva WeSchool, la piattaforma per creare lezioni collaborative:Diamo i superpoteri ai prof

“Una volta che il docente si è registrato, procede a creare la classe semplicemente inserendo le e-mail degli alunni o richiedendo un codice classe tramite il quale gli studenti potranno collegarsi da remoto all’aula”, spiega De Rossi.

Per creare l’aula digitale, è necessario aprire la sidebar laterale (cliccare sull’icona con i tre trattini in alto a sinistra), poi su “mostra tutti” e sul primo riquadro bianco in alto a sinistra contenente un +.

Scegliendo l’opzione “nuovo gruppo” si aprirà una schermata dove il docente inserirà: il nome per il gruppo, la materia di insegnamento, la nazione e la città in cui si trova la scuola. Dal comando “Cerca la tua scuola” se l’istituto è già presente in piattaforma, lo si potrà selezionare dal menù a tendina, altrimenti, cliccando su “Non ho trovato la mia scuola”, il sistema provvederà ad aggiungere la scuola di riferimento.

Cliccando, successivamente, su “vai al gruppo“, si potrà accedere alla nuova aula digitale.

Per invitare colleghi e studenti è sufficiente cliccare sul tasto + a destra del Wall. Al menù “invito personale” si inseriranno gli indirizzi email dei ragazzi e degli insegnanti, che saranno invitati cliccando sul tasto “invita”.

Gli alunni riceveranno una mail (attenzione che non finisca nello spam). Per completare la registrazione e accedere subito al gruppo, se questi sono minorenni dovranno chiedere a un genitore o tutore legale di accettare i Termini e Condizioni e la Privacy Policy. Possono farlo inviando direttamente da WeSchool una mail o un messaggio Whatsapp contenenti il link di attivazione del loro profilo.

In caso di difficoltà è comunque possibile contattare l’Help center a questo link https://weschool.zendesk.com/hc/en-us.

 

La homepage di WeSchool è suddivisa in quattro sezioni (tutte raggiungibili dal menu in alto):

  • Il Wall, in cui docenti e studenti possono pubblicare post, materiali didattici e interagire tra loro;
  • Le Board, in cui si trovano tutte le lezioni che possono essere integrate con un qualsiasi tipo di contenuto: da un pdf a un intero sito web. Uno strumento utile per creare le lezioni digitali e condividerle con gli studenti;
  • L’Area Test, dove il docente può creare quiz con 10 tipologie diverse di domanda (dal vero/falso, al videoquiz). Da questa sezione, grazie alla correzione automatica dei quiz, si può monitorare costantemente l’andamento degli studenti tramite la reportistica in tempo reale;
  • Il Registro di classe, che funziona da registro elettronico, dove si possono tracciare tutte le attività della classe.

“La piattaforma è stata progettata per essere disponibile anche da mobile con un’apposita interfaccia e un’app scaricabile disponibile sia su Android che iOS. E’ stata pensata soprattutto per le scuole secondarie di primo e secondo grado, ma viene utilizzata anche nelle primarie”, afferma De Rossi.

 

La scuola del presente sarà anche quella del futuro?

Tra i tanti interrogativi di questi giorni, ci si chiede anche se questo nuovo approccio didattico sarà utile nel futuro. “Ad oggi contiamo 120.000 insegnanti registrati alla piattaforma su un totale di 440.000 docenti che lavorano nelle scuole medie primarie e secondarie. Attualmente, il nostro server riceve sei milioni di richieste all’ora – commenta il founder di WeSchool – Oggi, più che mai, ci si rende conto che l’insegnamento non è solo frontale e ci si trova di fronte a nuovi modelli didattici, come quello della cosiddetta classe capovolta, dove gli alunni imparano la teoria a casa mentre in classe si esercitano. Mi auguro che il digitale diventi l’alfabeto comune della scuola del futuro“.

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