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Ott 16, 2018

Medicina, stop al numero chiuso. Abolito il test di ingresso

Abolito il test d’ingresso per la Facoltà di Medicina. La decisione a sorpresa è contenuta nel testo del comunicato di palazzo Chigi al termine del Consiglio per la Legge di Bilancio 2019

Era stato annunciato ed è stato fatto. Il punto 22 del comunicato stampa della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 15 ottobre 2018, nella sezione Legge di Bilancio 2019, dichiara: “Abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina – Si abolisce il numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, permettendo così a tutti di poter accedere agli studi”.

Il 2018 è destinato a essere l’ultimo anno del test di medicina 

Il 2018 sembrerebbe essere l’ultimo anno del test di medicina obbligatorio per selezionare gli studenti che possono accedere ai corsi di laurea. Nel disegno di legge relativo al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2019-2022 – approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre – ci sono importanti novità in questo senso, ossia l’abolizione della prova di ingresso che regola l’accesso al Corso di Laurea Magistrale a ciclo unico di Medicina e Chirurgia. Si elimina infatti il numero chiuso, permettendo così a tutti gli studenti di poter accedere agli studi.

 

Per l’anno accademico 2018-2019 oltre 67mila persone hanno partecipato ai test per accedere a medicina nelle università italiane dove erano a disposizione solo nove mila posti. Si tratta di giovani aspiranti dottori con il sogno di indossare il camice bianco ma che per anni si sono trovati davanti una montagna davanti: solo 1 posto per 6 candidati.

Molti hanno optato poi per un “piano B”, ossia la possibilità, offerta dai regolamenti, di seguire due insegnamenti di altri corsi di studio di pari livello e di medesimo ordinamento e quindi poter sostenere comunque due esami di Medicina pur iscritti a una altra facoltà. C’è poi chi ha optato per atenei stranieri, magari in vista di un successivo rientro in Italia. Al momento non è chiaro quando scatterà lo stop al numero chiuso a Medicina, se a partire dal prossimo anno o se sarà necessario allungare i tempi.

 

Il comunicato congiunto dei ministri Bussetti e Grillo

A mezzogiorno arriva il comunicato congiunto dei ministri Bussetti e Grillo: “Abbiamo chiesto in sede di consiglio dei ministri di aumentare sia gli accessi sia i contratti delle borse di studio per Medicina. E’ un auspicio condiviso da tutte le forze di maggioranza che il Governo intende onorare. Si tratta chiaramente di un percorso da iniziare già quest’anno per gradi. Per assicurare l’aumento dei posti disponibili e avviare un percorso condiviso, a breve sarà convocata una riunione con tutti i soggetti interessati a cominciare dalla Crui”.

 

Nella manovra, altri provvedimenti riguardanti la Sanità

L’abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina non è l’unico provvedimento riguardante la Sanità. Nella manovra, come si legge nel comunicato diffuso dopo il Consiglio dei ministri di ieri, sono previsti una serie di stanziamenti: 284 milioni per i rinnovi contrattuali di tutto il personale del Servizio sanitario nazionale e altri 505 milioni alle regioni per le spese farmaceutiche – riporta il comunicato stampa – Nella legge di bilancio è prevista anche, un pò a sorpresa, l’abolizione del numero chiuso nelle Facoltà di Medicina, «permettendo così a tutti di poter accedere agli studi». Si reintroduce poi «l’incompatibilità tra la carica di commissario alla Sanità e ogni incarico istituzionale presso la regione soggetta a commissariamento». Ovvero, stop ai governatori commissari. Per smaltire le attese in sanità «si interviene per ridurre drasticamente le liste d’attesa con lo stanziamento, tra l’altro, di un fondo da 50 milioni per le regioni per gli interventi di abbattimento delle liste d’attesa», riporta il documento. Inoltre, con l’istituzione del Centro unico di prenotazione (Cup) digitale nazionale, «si potrà monitorare quando effettivamente sono stati presi gli appuntamenti, in modo da evitare – sottolinea il comunicato – possibili episodi fraudolenti di indebito avanzamento nelle liste d’attesa».

 

 

 

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