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Ultimo aggiornamento il 4 luglio 2019 alle 18:44

Maturità 2019: ecco gli strafalcioni dei professori commissari d’esame

Skuola.net ha chiesto ai maturandi di “vendicarsi” dei docenti che li hanno giudicati all’esame, raccontando i più clamorosi e ne sono uscite di tutti i colori

“L’Infinito”? Macché Leopardi, è di Ungaretti. Il Venezuela? Si trova in Asia. Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale? Colpa di Hitler che ha invaso Pearl Harbor. Questi sono solo alcuni degli strafalcioni commessi dai professori durante la maturità 2019. Skuola.net ha chiesto ai maturandi di “vendicarsi” dei docenti che li hanno giudicati all’esame, raccontando i più clamorosi e ne sono uscite di tutti i colori.

Più di 1.500 studenti hanno inviato le loro segnalazioni. Tutti con un unico obiettivo: dimostrare che anche gli insegnanti possono cadere su banali argomenti di letteratura, fisica, matematica e scienze. E non solo.

Partiamo dalla letteratura

Parlando di pilastri della letteratura italiana, sono proprio loro i bersagli preferiti degli scivoloni dei professori. Ungaretti è uno dei poeti su cui, incredibilmente, cadono più spesso: c’è chi, come un professore di scienze, giurerebbe di aver visto il suo nome sotto il componimento “Ossi di seppia” (che invece sappiamo essere opera di Eugenio Montale); chi, come una professoressa di italiano, gli attribuisce “Mastro Don Gesualdo” (scritto però da Giovanni Verga). Da segnalare anche una docente che – forse non del tutto lucida per via del caldo – è arrivata a giurare che lo stesso Ungaretti fosse l’autore de “L’infinito” (uno dei più celebri componimenti di Giacomo Leopardi, di cui si è parlato tantissimo di recente per via dell’anniversario dei 200 dalla sua scrittura).

Ma quelli di italiano non sono orrori legati solo al colloquio orale; per equità i docenti hanno esplicitato tutta la loro confusione anche durante la prima prova scritta, arrivando ad affermare che il protagonista di una delle tracce proposte quest’anno, Gino Bartali, fosse (a sua insaputa) nato negli anni ‘80 del Novecento.

 

La bestia nera della geografia

Non va meglio quando si parla di geografia. A contendersi il titolo di strafalcione dell’anno in questa materia sono stati due professori che, durante gli orali, se ne sono usciti con delle autentiche “perle”. Il primo ha annunciato alla Commissione (e all’attonito interrogato) che “L’America si trova a est del mondo”. Sempre rimanendo in tema di coordinate sballate, il secondo ha detto che “Il Venezuela è uno degli Stati dell’Asia”.

 

Prima o seconda guerra mondiale?

Spostando lo sguardo in un territorio confinante – la storia – la situazione non migliora; sulle due Guerre Mondiali la confusione è pressoché totale. Anche qui vengono fuori prepotentemente due “orrori” su tutti gli altri. La prima una professoressa che ha corretto un alunno che stava esponendo la sconfitta di Caporetto perché convinta che fosse avvenuta durante la Seconda Guerra Mondiale, invece che nella Prima, come stava riportando giustamente il povero interrogato. La seconda gaffe degna di nota vede come protagonista un professore certo di conoscere la causa della Seconda Guerra Mondiale: Hitler che invade Pearl Harbor.

 

E poi la matematica!

Parlando di matematica, invece, spicca un docente campione di umiltà, che subito dopo aver dato ad un candidato un esercizio da svolgere durante l’esame orale si è rivolto al professore di scienze chiedendogli: “Potresti controllare tu? Sai, mi confondo un po’ con i numeri io”. Si prosegue con un altro simpatico professore, sempre di matematica, che non è stato in grado di spiegare la frase contenuta in una busta che lui stesso aveva proposto come spunto. Per non parlare di un terzo commissario, ancora di matematica, forse appassionato di letteratura italiana, che ha chiesto a un suo alunno di spiegare il famoso “Teorema di Petrarca”.

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