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Nov 12, 2016

La mamma dell’Erasmus Sofia Corradi tra i premiati dal Presidente della Repubblica

Sofia Corradi nel 1969 gettò le basi per l'avvio dello scambio di studenti universitari in ambito europeo. E oggi è una delle 40 personalità che hanno ricevuto un'onorificenza da parte di Mattarella

Atti di eroismo civile. Anche silenziosi, spesso lontani dai riflettori. Eppure in grado di promuovere la cultura, la solidarietà, l’inclusione sociale, la legalità, il contrasto alla violenza, i valori repubblicani. Sono queste nobili azioni ad aver contraddistinto la vita di 40 persone che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deciso di premiare il 12 novembre con le Onorificenze al merito della Repubblica italiana (Omri). Saranno i nuovi commendatori, cavalieri e ufficiali. Ma ciò che li rende particolari rispetto agli altri è il fatto che il capo dello Stato li ha scelti motu proprio, al di là delle consuete procedure, in una giornata straordinaria in cui la Repubblica ha voluto dimostrare riconoscenza nei loro confronti. L’anno scorso i premiati erano stati 18. Il Quirinale li accoglierà probabilmente nel prossimo mese di gennaio. Tra i nomi che il Presidente della Repubblica ha deciso di premiare ce ne sono tre che rappresentano le grandi personalità del mondo della scuola e dell’università: Sofia Corradi, la mamma dell’Erasmus, la maestra Emma Alatri e lo studente Francesco Maria De Ponte, arrivato alla laurea nonostante l’autismo.

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I profili dei premiati

I profili delle 40 personalità sono molto vari e toccano diversi aspetti della vita sociale: il mondo dell’istruzione, quello dell’informazione, le forze dell’ordine, la magistratura, la medicina. Ma ci sono anche tante persone comuni che si sono trovate ad aiutare gli altri in maniera anche imprevista. Come Francesco Morelli, 18 anni, che nella notte del 24 agosto non ebbe esitazione nel lanciarsi a soccorrere e salvare 8 persone intrappolate nelle macerie del terremoto a Pescara del Tronto. C’è anche tanta lotta alle mafie nella lista delle onorificenze: Michele Albanese, 56 anni è un giornalista del Quotidiano del Sud e dal 2014 vive sotto scorta perché ha denunciato diverse attività criminali della Piana di Gioia Tauro. Giuseppe Antoci, 48 anni, è presidente del Parco dei Nebrodi in Sicilia. Dal 2013 si batte per evitare l’infiltrazione mafiosa nella concessione dei beni del Parco e per questo è anche scampato a un attentato. Amalia De Simone, 43 anni, ha indagato come giornalista sul clan dei casalesi e sullo scempio della Terra dei Fuochi. Ci sono anche le storie di chi ha messo a disposizione degli altri la propria professionalità medica come il colonnello Natale Ceccarelli, i chirurghi Fabio Fierro e Alessandro Frigiola. E di quanti si sono spesi a sostegno di poveri, immigrati, anziani e persone vulnerabili o che semplicemente con le loro esperienze hanno dimostrato forza nel superare le avversità della vita: Marzio Babille, Marco Bartoletti, Milena Bethaz, Bonizella Biagini, Claudia Carbonin, Luca Veronese, Luciana Cardinali, Franco Chianelli, Leonardo Cenci, Stefano D’Amico, Mario De Bellis, Angelo Di Giannantonio, Maria Grazia Viganò, Suor Veronica Donatello, Rosario Esposito La Rossa, Giuseppe La Rosa, Enzo Mauro Muscia, Marco Ottocento, Tullia Passerini, Monica Priore, Fratel Marco Rizzonato, Jean Pierre Yvan Sagnet, Fratel Vasco Santi, Marco Sciammarella, Vincenzo Tancredi, Fiorella Tosoni, Nicola Tudisco, Ottavio Daniello Trerotoli, Norina Ventre, Maria Rosa Volpe.

La madre del progetto Erasmus: Sofia Corradi

Tra i nomi legati al mondo della scuola il più famoso è senza dubbio quello di Sofia Corradi, 82 anni, fino al 2004 Professore di Educazione Permanente all’Università Roma Tre. La professoressa Corradi è nota tra la popolazione studentesca soprattutto per aver di fatto gettato le basi del progetto Erasmus nel 1969: ci vollero 18 anni perché il suo sogno si realizzasse, ma dalla sua introduzione 4 milioni di studenti hanno potuto godere della possibiità di fare un’esperienza di studio all’estero durante gli anni universitari.

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L’idea deriva da una sua esperienza personale: nel 1958, quando è ancora una studentessa, Sofia Corradi vince una borsa di studio Fullbright e passa un periodo all’estero, frequentando un master in diritto comparato alla Columbia University di New York. Al suo ritorno in Italia, però, non riesce a farsi convalidare dalla segreteria della sua università gli esami sostenuti in America. Cosa che invece oggi, grazie a lei, ogni studente è in grado di fare senza problemi. Terminata la sua formazione universitaria, la professoressa Corradi lavora anche come ricercatrice sul diritto allo studio per le Nazioni Unite e diventa poi consulente della Conferenza dei Rettori Italiani. I suoi appunti su come aveva immaginato il progetto Erasmus circolano per anni tra professori e rettori delle università italiane fino a che l’iniziativa non viene accolta dal ministro dell’Istruzione italiano Ferrari Aggradi che su quelle basi elaborerà un disegno di legge qualche anno dopo. Ovviamente, per essere attivato, il programma doveva prevedere la collaborazione anche degli altri stati europei.

Questo ulteriore passo arrivò nel 1976 quando per la prima volta la Comunità europea incoraggiò ufficialmente lo scambio di studenti tra le università del vecchio continente.

È di quell’anno il primo riconoscimento di esami sostenuti da studenti italiani in Francia. Per la partenza ufficiale del progetto bisognerà aspettare il 1987. Nel maggio del 2016 Sofia Corradi ha ricevuto il premio Carlo V dal re spagnolo Filippo IV e dal presidente del Parlamento Ue Martin Schulz. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella le ha conferito il titolo di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana «per il fondamentale contributo offerto alla formazione di una comune coscienza europea attraverso l’ideazione del progetto Erasmus».

La maestra di libertà Emma Alatri

Dall’università indietro fino alle scuole elementari per incontrare un’altra donna importante dell’istruzione italiana che oggi il presidente Mattarella ha nominato Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Si tratta di Emma Alatri, 90 anni. La sua attività di insegnante nel secondo Dopoguerra è stata riconosciuta fondamentale per la diffusione dei valori della libertà e della democrazia e il disvalore dell’odio. Un odio che Emma Alatri ha dovuto sopportare sulla sua pelle quando da un momento all’altro nel 1938, con le leggi per la difesa della razza, fu negata a lei e a tanti suoi coetanei la possibilità di studiare o insegnare nelle scuole statali. Vennero create delle scuole per ebrei in cui vennero confinati tutti coloro che ostacolavano l’ideale della razza ariana. Emma Alatri riuscì però ad ottenere il diploma nel 1944 e a diventare essa stessa insegnante nella scuola elementare ebraica Vittorio Polacco dal 1945 al 1979. In quella scuola ricoprì anche l’incarico di direttrice per otto anni. Ciò che ha sempre segnato la sua attività è stata la promozione di quei valori di libertà che all’epoca della persecuzione razziale erano stati messi da parte. È stato grazie a lei che molti allievi hanno maturato un senso di appartenenza nazionale e il rispetto per tutti.

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Francesco Maria De Ponte e la laurea nonostante l’autismo

Francesco Maria De Ponte all’apparenza è solo uno studente di 27 anni. Si è laureato a pieni voti in Scienze Politiche all’Università Luiss Guido Carli di Roma, indirizzo istituzioni politiche e amministrative. Ma a ben guardare, il suo risultato è più importante di quello degli altri. Francesco è affetto dalla sindrome dell’autismo e proprio per questo il capo dello Stato ha deciso di nominarlo Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Sono stati riconosciuti il suo impegno e la sua determinazione nel seguire lezioni e sostenere esami che l’hanno portato fino alla laurea magistrale. Francesco si è sempre distinto durante il suo percorso scolastico e negli anni universitari è stato affiancato da un tutor messo a disposizione dalla Luiss. La sua è una forma di autismo ad alto funzionamento che gli permette quindi di avere buone capacità cognitive. A sostenerlo lungo questo cammino i suoi genitori, due medici che hanno sempre creduto nelle sue possibilità.

 

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