Patrizio Bianchi (Task Force Miur): "Abbiamo un mandato preciso, occuparci della riapertura a settembre" | iSchool | StartupItalia!

Ultimo aggiornamento il 28 aprile 2020 alle 15:15

Patrizio Bianchi (Task Force Miur): “Abbiamo un mandato preciso, occuparci della riapertura a settembre”

Il coordinatore del gruppo della task force del Miur ci ha raccontato come saranno organizzati lavori

Anche il ministero dell’istruzione ha la sua task force per studiare la riapertura delle scuole in sicurezza. Nei giorni scorsi la ministra Lucia Azzolina ha scelto un gruppo di persone alle quali affidare dei compiti ben precisi. L’avvio del prossimo anno scolastico, tenendo conto della situazione di emergenza epidemiologica attualmente esistente;  l’edilizia scolastica, con riferimento anche a nuove soluzioni in tema di logistica; l’innovazione digitale, anche con lo scopo di rafforzare contenuti e modalità di utilizzo delle nuove metodologie di didattica a distanza; la formazione iniziale e il reclutamento del personale docente della scuola secondaria di primo e secondo grado, con riferimento alla previsione di nuovi modelli di formazione e selezione; il consolidamento e lo sviluppo della rete dei servizi di educazione e di istruzione a favore dei bambini dalla nascita sino a sei anni e  il rilancio della qualità del servizio scolastico nell’attuale contingenza emergenziale.

 

Gli esperti e le esperte

A guidare il comitato è Patrizio Bianchi, professore ordinario di economia e politica industriale presso l’Università di Ferrara. Al tavolo con lui siedono: Lorella Carimali, docente al liceo scientifico statale “Vittorio Veneto” di Milano; Giulio Ceppi, ricercatore e docente incaricato al Politecnico di Milano; Domenico Di Fatta, dirigente scolastico dell’Istituto di istruzione superiore “Regina Margherita” di Palermo; Amanda Ferrario, dirigente scolastico dell’istituto di istruzione superiore “Tosi” di Busto Arsizio (Varese); Maristella Fortunato, dirigente dell’ambito territoriale di Chieti e Pescara, ufficio scolastico regionale per l’Abruzzo; Daniela Lucangeli, professore ordinario di Psicologia dell’Educazione e dello Sviluppo presso l’Università di Padova; Alberto Melloni, professore ordinario di storia del cristianesimo presso l’Università di Modena-Reggio Emilia; Cristina Pozzi, Ceo & Co-founder di Impactscool; Andrea Quacivi, amministratore delegato di Sogei; Flavia Riccardo, ricercatore presso l’Istituto superiore di sanità; Mario Ricciardi già professore associato di diritto del lavoro e delle relazioni industriali presso l’Università di Bologna; Mariagrazia Riva, professore ordinario di pedagogia generale e sociale, presso l’Università di Milano-Bicocca; Arduino Salatin, presidente dell’ istituto internazionale salesiano di ricerca educativa; Aldo Sandulli, professore ordinario di diritto amministrativo presso la Luiss Guido Carli; Mariella Spinosi, dirigente tecnico del ministero dell’Istruzione in quiescenza; Stefano Versari, direttore generale dell’ufficio scolastico regionale per l’Emilia Romagna e Alberto Villani, presidente della società italiana di pediatria.

Una task force per cominciare a guardare avanti

“Abbiamo voluto questo tavolo di lavoro – spiega la ministra Azzolina – per mettere a punto il nostro piano per il mondo dell’istruzione. Risponderemo rapidamente a tutti i dubbi e le istanze che ci stanno arrivando, in particolare dalle famiglie. Come Paese abbiamo fatto sforzi importanti in queste settimane per rispondere all’emergenza sanitaria, grandi sacrifici che non possono essere vanificati. Ma, al contempo, dobbiamo cominciare a guardare oltre. E vogliamo farlo da subito”. Prosegue la ministra: “Lo faremo insieme al gruppo che abbiamo costituito oggi, dove ci sono profili che vengono dal mondo della scuola, del digitale, della ricerca, della sanità, dagli atenei e che saranno di supporto. Chiederemo loro di formulare proposte che poi vaglieremo con attenzione. Lavoreremo anche guardando al dopo, al futuro della scuola che è, necessariamente, il futuro dell’Italia. Abbiamo l’occasione, ora che tutti parlano di scuola e avvertono ancora di più la sua importanza, di intervenire per migliorare ulteriormente il sistema di Istruzione”.

Noi per capire meglio il lavoro che sta facendo la task force abbiamo intervistato il coordinatore Patrizio Bianchi.

Quando sono partiti i lavori della vostra commissione?

Ci siamo già incontrati una volta. Il comitato opererà con rapidità, ci daremo tempi stretti perché sappiamo che c’è molta attesa da parte di famiglie, personale scolastico, studenti. Il tavolo farà velocemente le prime proposte e ha già un fitto calendario di lavori. Abbiamo diviso il gruppo in due squadre: una sarà capitanata da Stefano Versari; l’altra che si occuperà della prospettiva, di una costituente per la scuola sarà presieduta da Alberto Melloni.

Su cosa avete concentrato i vostri sforzi?

Il principio fondamentale del nostro lavoro è l’autonomia delle scuole. Sono loro a essere responsabili delle decisioni che dovranno prendere. Si devono fare delle grandi cornici ministeriali ma bisogna restituire alle persone la responsabilità delle scelte. Noi abbiamo un mandato preciso: ci hanno chiesto di occuparci della riapertura di settembre. Abbiamo chiarissimo che abbiamo davanti l’estate per lavorare. Daremo il nostro parere al più presto.

Come sarà organizzata la riapertura appunto?

Parliamo di una scuola che comprende bambini e ragazzi che vanno dai tre ai diciotto anni: è un insieme di persone molto differenti tra loro. Bisogna ragionare sulle diverse età. Dobbiamo tenere in considerazione che lo Stato gestisce poche scuole dell’infanzia. Ci sono molte scuole parificate ed è fondamentale che ci siano. Siamo in un Paese che ha fatto molte sperimentazioni. Dobbiamo tenere conto che dentro la scuola c’è una popolazione che cambia di anno in anno. L’Italia è molto diversa da territorio a territorio. Di tutto questo terremo in considerazione per parlare della riapertura delle scuole.

 

La task force ha ricevuto anche qualche critica: dall’Anci che si è sentita esclusa a Cittadinanzattiva. Li sentirete?

Sentiremo tutti. L’Anci sa benissimo che li ascolteremo. Saremo felici di accogliere il contributo di tutti. Partiremo dalle associazioni cdi disabili e dagli studenti ma nessuno sarà escluso

 

 

 

 

 

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