Maturità 2019: Qual è la prova che spaventa di più? | iSchool | StartupItalia!
#SIOS19
Prenota il tuo biglietto

Ultimo aggiornamento il 13 giugno 2019 alle 7:33

Maturità 2019: Qual è la prova che spaventa di più?

I maturandi promuovono il proprio istituto per come li ha preparati ad affrontare il nuovo esame di Stato, ma la maggior parte lo fa con una sufficienza stiracchiata. Il sondaggio.

Mancano ormai meno di due settimane alla maturità 2019 e gli studenti fanno i conti con la loro preparazione e soprattutto con quella data dalla loro scuola. I maturandi promuovono il proprio istituto per come li ha preparati ad affrontare il nuovo esame di Stato, ma la maggior parte lo fa con una sufficienza stiracchiata. Se potesse dare un voto a come la propria scuola ha gestito la preparazione degli studenti alla nuova maturità, il 40% assegnerebbe tra il 6 e il 7. Pochissimi quelli davvero soddisfatti: appena il 9% mette tra 9 e 10, il 15% arriva all’8. Gli altri reputano il sostegno dato del tutto insufficiente. Forse perché, i giorni delle prove, saranno davvero tanti (talvolta più della metà) i ragazzi costretti a navigare al buio per assenza di coordinate. A verificarlo il sito Skuola.net che, a una manciata di giorni dal via della Maturità 2019, ha intervistato 4500 studenti che si dovranno cimentare con la ‘prima’ dell’esame riformato.

Le prove che spaventano di più

La parte che spaventa di più alunni e professori è sicuramente la seconda prova, con la doppia materia – ad esempio, matematica e fisica assieme al liceo scientifico o latino e greco in contemporanea al classico – che rischia di complicare le cose. È, infatti, soprattutto su questo aspetto che si è concentrato l’interesse delle scuole: il 71% degli studenti dice di aver svolto in classe entrambe le simulazioni proposte dal Miur tra febbraio e aprile, il 29% una delle due, nessuno è rimasto a digiuno. Non solo: al 52% dei ragazzi sono state somministrate simulazioni supplementari, elaborate dai propri insegnanti (al 27% una sola, al 25% più di una).

Molta meno ansia per la prima prova. Anche il tema d’italiano cambia, ma questo non sembra un grande problema all’interno degli istituti. Per questo, il 68% dei maturandi dice di essersi cimentato con una sola simulazione nazionale, giusto per vedere cosa trattasse; solo il 29% le ha svolte entrambe; il 3% dice addirittura di aver saltato l’appuntamento.

Lo spauracchio dell’orale

Decisamente più preoccupante la situazione sul fronte colloquio orale. Le buste tra cui i candidati devono sorteggiare lo spunto da cui partirà l’interrogazione sono uno degli aspetti di cui si discute maggiormente in queste settimane. Il ministero ha diffuso solo le istruzioni per le commissioni, senza allestire delle simulazioni ufficiali rivolte agli studenti. Ma la cosa peggiore è che parecchie scuole non hanno colmato il vuoto: più di uno studente due – il 53% – dice di non aver avuto la possibilità di fare le prove generali d’orale. A cui si aggiunge il 33% che ha fatto un solo test. È andata meglio al 14%, che ha simulato più volte le domande a sorpresa. Orale che, nel complesso, è senza dubbio lo snodo più ricco di incognite dell’intera nuova maturità. Ogni elemento è stato trascurato. E sulla relazione alternanza scuola/lavoro un maturando su quattro non ha ricevuto alcuna indicazione pratica da docenti e tutor; quasi la metà (49%) ha avuto giusto qualche consiglio generico; solamente il 28% è stato aiutato concretamente.

Rimani sempre aggiornato sui
temi di StartupItalia!
iscriviti alla newsletter