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Ultimo aggiornamento il 1 agosto 2019 alle 19:53

Torna l’educazione civica a scuola. 33 ore all’anno per imparare la Costituzione

Dal prossimo anno scolastico ogni scuola dovrà prevedere 33 ore annue da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio.

Torna l’insegnamento dell’educazione civica a scuola con tanto di voto.

Il Senato ha approvato il Disegno di Legge che aveva già avuto l’ok dalla Camera dei deputati. Dal prossimo anno scolastico ogni scuola dovrà prevedere 33 ore annue da svolgersi nell’ambito del monte orario obbligatorio. Nelle scuole del primo ciclo, l’insegnamento trasversale dell’educazione civica sarà affidato, in contitolarità, a docenti che fanno parte della quota di autonomia mentre nelle scuole del secondo ciclo, l’insegnamento sarà fatto dai docenti abilitati nelle discipline giuridiche ed economiche, ove disponibili nell’ambito dell’organico.

il prof con funzioni di coordinamento

Ma non solo. Per ciascuna classe sarà individuato tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un maestro o professore con compiti di coordinamento che formulerà anche la proposta di voto acquisendo elementi conoscitivi dai docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica. Ma cosa studieranno i nostri ragazzi? A fondamento dell’insegnamento dell’educazione civica sarà posta la Costituzione italiana. Gli alunni dovranno essere introdotti alla conoscenza dei contenuti della Carta Costituzionale sia nella scuola dell’infanzia e del primo ciclo, sia in quella del secondo ciclo, per sviluppare competenze ispirate ai valori della responsabilità, della legalità, della partecipazione e della solidarietà.

Il legislatore su questo punto è stato chiaro e al comma 3 dell’articolo 4 ha scritto: “La conoscenza della Costituzione rientra tra le competenze di cittadinanza che tutti gli studenti, di ogni percorso di istruzione e formazione, devono conseguire”. Tra gli argomenti che tratteranno i docenti vi sarà l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; elementi fondamentali di diritto, con particolare riguardo al diritto del lavoro; l’educazione ambientale; l’educazione alla legalità e al contrasto delle mafie; l’educazione al rispetto e alla valorizzazione del patrimonio culturale; la formazione di base in materia di protezione civile così come l’educazione stradale, alla salute e al benessere. La Legge sull’educazione civica dedica un articolo anche alle conoscenze digitali.

 

Le competenze da fare proprie per il futuro

Il provvedimento adottato al Senato prevede alcune competenze di base come analizzare, confrontare e valutare criticamente la credibilità e l’affidabilità delle fonti di dati, informazioni e contenuti digitali; interagire attraverso varie tecnologie digitali e individuare i mezzi e le forme di comunicazione digitali appropriati per un determinato contesto; informarsi e partecipare al dibattito pubblico attraverso l’utilizzo di servizi digitali pubblici e privati. Naturalmente vi è anche un’apertura al territorio: la Legge auspica la formazione di reti con altri soggetti istituzionali, con il mondo del volontariato e del Terzo settore con particolare riguardo a quelli impegnati nella promozione della cittadinanza attiva.

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