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Mar 9, 2019

Dipendenti dalla Rete: i ragazzi vanno nel panico se lo smartphone “non prende”. La ricerca

Uno studio fatto da Skuola.net per TIM evidenzia che i ragazzi sono sempre più dipendenti dal cellulare

Malati di web. E’ questo quanto emerge da un’indagine effettuata da Skuola.net per TIM su 15mila ragazzi tra gli 11 e i 25 anni. Il dossier presentato nei giorni scorsi ha cercato di capire meglio come si comportano le nuove generazioni con i dispositivi mobili tra le mani.

 

Un ragazzo su due vive con disagio l’esaurirsi del monte dati e il 17% va nel panico se lo smartphone “non prende”. Potrebbero sembrare numeri surreali ma purtroppo non lo sono. Nello scegliere un’offerta telefonica, quasi otto su dieci preferiscono avere più Gigabyte a disposizione anche perché molti tendono a consumarli subito, soprattutto su social network, chat e piattaforme di streaming musicale. Posti di fronte alla domanda “meglio chiamate illimitate o dati pressoché infiniti?”, quasi otto giovani su dieci – il 79% – non hanno dubbi e punta tutto sui secondi. La prova del nove di ciò? Più di uno su due affronta decisamente male la fine del monte dati: il 46% attende con ansia il rinnovo dell’offerta; l’8% non ha questa pazienza e acquista immediatamente traffico supplementare.

La Rete deve essere affidabile

Fondamentale per i giovani intervistati è avere un segnale all’altezza della situazione. Così, oltre sette su dieci – il 71% – baratta volentieri un po’ di Giga con una Rete più veloce e affidabile. Forse perché la stragrande maggioranza di loro digerisce male una connessione lenta o addirittura assente. Quando, ad esempio, lo smartphone naviga a singhiozzo il 62% mantiene un certo autocontrollo e dice di sentirsi infastidito ma paziente; il 20% ammette di andare su tutte le furie; solo il 18% sostiene di non aver nessun tipo di problema. Quando, invece, il telefono non aggancia proprio la rete dati, il 17% va subito nel panico; mentre il 45% racconta di essere un po’ a disagio (ma niente di più); aumenta, in questo caso, la platea di chi affronta la situazione con tranquillità (38%). Circostanze, quelle appena elencate, che spingono tantissimi giovani a cedere alle lusinghe dei vari gestori telefonici che a suon di rilanci tentano di attrarre nuovi clienti. Parlano i numeri: fissando un intervallo temporale piuttosto ristretto – 24 mesi – ben il 53% degli intervistati dichiara di aver cambiato operatore: il 33% una sola volta, il 12% due, l’8% tre o più, mentre solamente il 47% è rimasto fedele al vecchio gestore.

Sono pochi (21%), invece, i “pentiti” che dopo un po’ ci ripensano e tornano all’operatore di partenza. Il motivo principale che induce al passaggio, come prevedibile, è la quantità maggiore di Giga di navigazione o minuti di conversazione (49%). Ma c’è anche chi si lascia convincere soprattutto dal prezzo inferiore dell’offerta (30%) o dalla copertura migliore della Rete di quell’operatore (21%).

Ma come vengono consumati tutti questi Giga?

Basta vedere dove passano più tempo i ragazzi. Dovendo indicare le risorse più usate sullo smartphone, circa uno su quattro indica i social network (24%): Instagram con il 62% dei voti domina la classifica di settore, staccando senza possibilità d’appello il principale rivale (in famiglia) Facebook (8%). Subito dietro le piattaforme sociali troviamo le chat (20%): anche qui c’è un vincitore assoluto, WhatsApp, che viene scelta come app di riferimento dai tre quarti del campione (76%), con le altre a fare da spettatrici. Terzo gradino del podio per le app di musica (19%) ma, in questo caso, il quadro è più competitivo. Le app di streaming musicale sono un terreno impervio: a uno su dieci prosciugano quasi tutti i Giga, al 7% più della metà, al 18% quasi la metà; il 37% (forse per paura) le usa pochissimo, il 28% evita direttamente.

 

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